Le borse europee resistono nonostante il tonfo di Francoforte, trainate dai petroliferi
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Redazione Economia
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Mentre la Federal Reserve, confermando le attese, mantiene i tassi di interesse fermi e il suo presidente Powell invita alla prudenza in attesa di segnali più netti sulla disinflazione, le piazze finanziarie del Vecchio Continente, che pure ne recepiscono il cauto messaggio, hanno aperto la sessione odierna mostrando un tono generalmente positivo. Un quadro, quello emerso a metà mattinata, che appare però contrastato, poiché l’indice Dax di Francoforte, in netta controtendenza rispetto alle altre principali piazze, si è ritrovato a navigare in territorio negativo, cedendo quasi un punto percentuale.
Il crollo di Sap appesantisce la piazza tedesca
La pesante debolezza della borsa tedesca, che dopo l’apertura ha toccato un calo dello 0,7% prima di riassestarsi su livelli leggermente migliori, è stata determinata in modo significativo dal tracollo del titolo Sap, crollato di quasi il 15% nel listino di riferimento. Questo tonfo, uno dei più consistenti per l’azienda tecnologica negli ultimi anni, è giunto in seguito alla pubblicazione dei conti e, soprattutto, alla divulgazione di indicazioni future che gli investitori hanno giudicato del tutto insufficienti rispetto alle attese, penalizzando così non solo il singolo titolo ma l’intero comparto high-tech e trascinando al ribasso l’indice nazionale.
Milano e Parigi in controtendenza, con lo spread che si assottiglia
In un contesto del genere, la tenuta delle altre piazze, le quali hanno saputo quindi ignorare il malessere tedesco concentrandosi su settori più performanti, risulta ancor più significativa. La borsa di Parigi, infatti, ha recuperato con decisione il terreno perso nella seduta precedente, salendo di oltre mezzo punto percentuale, mentre Madrid ha mostrato un’andatura ancor più vivace, toccando un rialzo prossimo all’uno percento. Il listino di Milano, dal canto suo, ha guadagnato stabilmente mezzo punto, trovando una spinta decisa nei settori legati all’energia, con i petroliferi in testa, e beneficiando parallelamente di un ulteriore rafforzamento della fiducia nei titoli di Stato, testimoniato da uno spread Btp-Bund che si è contratto fino a toccare l’area dei 160 punti base.
L’oro tocca nuovi massimi mentre il dollaro frena
Sullo sfondo di una giornata che ha visto anche il listino di Londra e quello di Amsterdam muoversi in territorio positivo, altre due dinamiche hanno catturato l’attenzione degli operatori. Da un lato, il prezzo dell’oro, considerato da molti un bene rifugio in periodi di incertezza monetaria, ha continuato la sua corsa rialzista toccando un nuovo record storico, avvicinandosi alla soglia dei 5.600 dollari l’oncia, mentre l’argento ha seguito il medesimo trend. Dall’altro, l’euro si è mostrato sostanzialmente stabile nei confronti del dollaro, con il cambio che si è mosso senza scossoni attorno a 1,198, un segnale di relativa calma nei mercati valutari nonostante le dichiarazioni della Fed e l’attesa per i prossimi dati macroeconomici e gli utili trimestrali di grandi colossi statunitensi.




