Borse europee in rimonta nonostante il tonfo di Nvidia, Milano sfiora il 1%
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno chiuso la seduta in decisa accelerazione, dopo un avvio caratterizzato da minore convinzione, dimostrando una notevole capacità di disaccoppiamento dalla debolezza che in quella stessa fase affliggeva il Nasdaq a Wall Street. Il listino tecnologico statunitense, infatti, è stato appesantito dal consistente calo di Nvidia, la quale ha ceduto oltre il 4% in seguito a un'indiscrezione di mercato che vedeva Meta orientata verso l'utilizzo dei chip per l'intelligenza artificiale prodotti da Google. I listini del Vecchio Continente, che inizialmente procedevano in ordine sparso, hanno trovato la spinta per cambiare marcia all'indomani della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense, i quali hanno evidenziato, nelle ultime quattro settimane, un taglio medio di 13.500 posti di lavoro da parte delle aziende private, un dato che si è rivelato significativamente peggiore rispetto ai 2.500 tagli del periodo precedente.
Il lavoro Usa e le attese sulla Fed
Proprio questo inatteso indebolimento del mercato occupazionale d'oltreoceano, che le attese non prevedevano, ha rappresentato il principale volano per gli acquisti, alimentando con forza rinnovata le aspettative degli investitori circa la possibilità di un intervento della Federal Reserve che, già nel prossimo mese di dicembre, potrebbe procedere con un taglio dei tassi di interesse. Tale scenario, da molti auspicato per alleggerire la pressione sul costo del denaro e rilanciare gli investimenti, ha offerto un sostegno psicologico non indifferente ai mercati, i quali hanno colto l'occasione per spingere sui listini nonostante le avvisaglie di stanchezza provenienti da alcuni settori tecnologici.
L'ottimismo trainato dalle costruzioni
A trainare i rialzi, in un contesto già di per sé favorevole, si è posto in particolare il settore delle costruzioni, i cui titoli hanno registrato performance di assoluto rilievo sull'onda di indiscrezioni che parlavano di un possibile accordo di pace in Ucraina. La prospettiva di una cessazione delle ostilità, sulla quale Mosca ha però già espresso un iniziale scetticismo frenando gli entusiasmi, aprirebbe la strada a un imponente piano di ricostruzione del paese, la cui entità finanziaria è stata stimata in oltre cinquecento miliardi di dollari e la cui durata potrebbe protrarsi per un intero decennio. Questo alone di ottimismo, che si è diffuso trasversalmente tra gli operatori, ha fatto lievitare le quotazioni delle società europee più esposte al settore infrastrutturale.
Piazza Affari tra i leader con bancari e Nexi
In questo quadro positivo, Piazza Affari si è confermata tra le piazze finanziarie più performanti d'Europa, con l'indice Ftse Mib che ha terminato le contrattazioni a 42.698 punti, realizzando un guadagno dello 0,95% e sfiorando così la soglia simbolica dell'uno per cento. A spingere l'indice milanese sono stati, tra gli altri, i titoli bancari e un vero e proprio rally di Nexi, contribuendo a creare un clima di generale fiducia che si è riflesso anche sullo Spread, il quale si è attestato a 72 punti base. Parigi e Francoforte hanno chiuso con incrementi in linea con Milano, mentre Londra ha registrato un progresso leggermente più contenuto, ma pur sempre significativo, dello 0,78%.




