Crosetto alla Camera, l’informativa sulle basi Usa e il caso Sigonella
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Redazione Interno
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L’aula di Montecitorio si prepara a ricevere, a partire dalle sedici di oggi, il ministro della Difesa Guido Crosetto per un’informativa che – a differenza di una comunicazione formale – non si chiuderà con alcun voto parlamentare, ma che assume comunque un peso politico notevole. Al centro dell’intervento, l’uso delle basi italiane da parte degli Stati Uniti, una prassi consolidata da decenni ma che improvvisamente è tornata al centro del dibattito dopo un episodio preciso: lo stop all’atterraggio in Sicilia di alcuni bombardieri americani, i quali erano diretti nel Golfo. Quel diniego, applicato alla base di Naval Air Station Sigonella, ha innescato un acceso confronto tra le forze politiche, con l’opposizione che ha chiesto chiarimenti al governo. E proprio questi chiarimenti, sebbene non sottoposti a ratifica parlamentare, rappresentano il cuore dell’esposizione di Crosetto.
Le tensioni dopo lo stop ai bombardieri e la solidità dichiarata dei rapporti
L’episodio che ha fatto deflagrare la questione, va ricordato, riguarda il mancato via libera all’utilizzo della struttura siciliana per un’operazione che coinvolgeva velivoli strategici diretti verso l’Iran. Un fatto di cronaca internazionale che, inevitabilmente, ha proiettato un’ombra di frizione sui rapporti tra Roma e Washington. Tuttavia, lo stesso esecutivo ha più volte ribadito – anche attraverso canali non ufficiali – che l’alleanza con gli Stati Uniti resta solida e ancorata al rispetto degli accordi bilaterali e internazionali. Non si tratta, insomma, di una crepa strutturale, bensì di un incidente di percorso che Crosetto è chiamato a contestualizzare. D’altronde, la linea espressa dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà dettagliata giovedì in un doppio intervento (Camera e Senato) sulla guerra in Iran e sull’emergenza energetica, a dimostrazione che il governo intende tenere insieme la fedeltà atlantica e una certa autonomia decisionale.
Sigonella, un caso che non è solo militare ma anche giudiziario?
Se dal punto di vista politico l’informativa odierna serve a ricucire lo strappo mediatico, dal versante investigativo non si possono escludere sviluppi che restano però confinati tra le carte degli uffici giudiziari. La cronaca nera, in questo frangente, cede il passo alle inchieste: eventuali profili di violazione delle procedure autorizzative per i sorvoli o gli scali di velivoli militari stranieri sono stati oggetto di accertamenti da parte della magistratura siciliana in passato, e non si esclude che il caso dei bombardieri diretti nel Golfo possa aver riacceso l’attenzione dei pm. Crosetto, nel suo intervento, eviterà naturalmente di entrare nel dettaglio di procedimenti coperti da segreto istruttorio, ma la sua ricostruzione dei fatti – dall’ordine di stop alle comunicazioni successive con le autorità americane – fornirà elementi utili anche a chi, fuori dal Parlamento, indaga per capire se ci sia stata una deviazione dalle regole.
Un’informativa senza voto, ma con un peso politico evidente
La scelta di optare per un’informativa e non per comunicazioni ufficiali non è secondaria: in questo modo l’esecutivo evita un passaggio formale di verifica parlamentare, ma allo stesso tempo si espone alle domande dei gruppi di maggioranza e opposizione. Non ci saranno voti, dunque, ma le parole del ministro della Difesa verranno analizzate minuziosamente, soprattutto alla luce delle prossime scadenze internazionali. L’uso delle basi italiane – che vanno da quella di Aviano, nel Nordest, fino alle strutture siciliane – rappresenta una leva strategica per la politica estera italiana, e ogni minimo scostamento dagli accordi tradizionali genera reazioni immediate. Crosetto, da parte sua, cercherà di bilanciare la trasparenza dovuta al Parlamento con la necessità di non alimentare nuove polemiche. Perché se è vero che i bombardieri sono stati fermati, è altrettanto vero che il governo non ha mai messo in discussione l’alleanza di fondo con gli Stati Uniti, anzi: l’ha ribadita con forza. Resta da vedere se questa linea riuscirà a convincere anche i più scettici, quelli che vedono in quel diniego un segnale di discontinuità destinato a lasciare il segno.




