Fincantieri, i conti del 2025 superano le attese e il mercato guarda al raddoppio della capacità nella difesa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il cantiere navale guidato da Pierroberto Folgiero ha chiuso l’esercizio 2025 con numeri che, per usare le parole degli analisti di Mediobanca, appaiono superiori alle attese, delineando un profilo di rischio-rendimento che si fa via via più interessante. Il dato più eclatante, certificato dal bilancio consolidato approvato dal consiglio di amministrazione presieduto da Biagio Mazzotta, è l’utile netto: 117 milioni di euro, il risultato più alto mai registrato nella storia del gruppo, una cifra che supera di quattro volte i 27 milioni del 2024. Un balzo in avanti che non è frutto del caso, ma della combinazione di due fattori: da un lato, l’incremento dei volumi produttivi, dall’altro, le iniziative di efficientamento messe in campo nell’ambito del piano industriale che guarda al 2027.

A sostenere questa performance, del resto, ci hanno pensato i ricavi, cresciuti del 13,1% fino a toccare quota 9,2 miliardi, e un Ebitda che ha raggiunto i 681 milioni, segnando un +33,9% rispetto all’anno precedente. È proprio su questi fondamentali che si è basata la valutazione di Piazzetta Cuccia, dove si sottolinea come la solidità della pipeline, unita a un rigido controllo dei costi, rafforzi la fiducia nel posizionamento strategico del gruppo. E a dare ulteriore peso a queste considerazioni, arriva la fotografia del portafoglio ordini: il cosiddetto backlog totale ha toccato quota 63,2 miliardi, una mole di lavoro che garantisce visibilità per i prossimi anni, forte di un book-to-bill ratio di 2,2 volte che conferma una domanda vivace in tutti i segmenti.

Il comparto crociere regge e la difesa si prepara a raddoppiare

La macchina produttiva di Fincantieri, insomma, non accenna a fermarsi. Nel 2025, il segmento Shipbuilding – il core business storico – ha messo a segno una crescita dei ricavi del 15,1%, trainata dall’evoluzione positiva del settore crocieristico, nonostante la complessità crescente del contesto geopolitico globale. Ma è sul fronte della Difesa che si gioca una parte decisiva del futuro. Folgiero, amministratore delegato e direttore generale, ha ribadito con chiarezza l’obiettivo: prepararsi a cogliere l’ulteriore crescita della domanda, quella legata alla sicurezza e agli assetti strategici, attraverso il raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani.

Non si tratta solo di un’intenzione, ma di un percorso già tracciato che si inserisce in un contesto internazionale dove la domanda di asset per la difesa è in forte incremento. Parallelamente, il gruppo guarda con attenzione al settore sottomarino, un ambito in cui l’azienda sta consolidando la propria leadership tecnologica, come dimostra l’integrazione di Wass Submarine Systems e l’acquisizione di commesse di rilievo internazionale, tra cui quelle con le marine militari di Arabia Saudita e India. Questa doppia anima, tra civile e militare, sembra rappresentare il vero valore aggiunto del modello industriale.

Un 2025 da record tra margini in espansione e leva finanziaria in calo

I numeri diffusi dal cda raccontano di una gestione che ha saputo trasformare la crescita top line in redditività. Il margine Ebitda si è attestato al 7,4%, con un miglioramento significativo rispetto al 6,3% dell’anno precedente, a dimostrazione di come l’efficienza operativa stia producendo i suoi frutti. Anche dal punto di vista finanziario, la situazione appare in netto miglioramento: l’indebitamento finanziario netto è stato ridotto, con una leva che scende a 2,7 volte il rapporto debito/Ebitda, un risultato che si colloca in anticipo rispetto agli stessi obiettivi comunicati al mercato nei mesi scorsi.

Sul fronte commerciale, il 2025 è stato caratterizzato da un volume di nuovi ordini senza precedenti: 20,3 miliardi di euro, con un incremento del 32,4% rispetto al già record del 2024. Un dato, questo, che testimonia la capacità di Fincantieri di intercettare le opportunità in tutti i suoi mercati di riferimento, dalla crocieristica di lusso – con commesse per armatori del calibro di Viking e Norwegian Cruise Line – fino alle navi speciali e ai programmi per la Marina Militare italiana. L’acquisizione di ordini così sostanziosi allunga la visibilità operativa fino al 2037, una prospettiva che pochi competitor nel settore possono vantare.

L’analisi di Mediobanca e le prospettive su un modello in evoluzione

È proprio su questo scenario che si sono concentrati gli analisti di Mediobanca, i quali hanno messo in evidenza come la performance del 2025 abbia superato le stime. La banca d’affari sottolinea in particolare l’assenza di rischi significativi sulla domanda nel segmento crociere, un fattore che, combinato alla solidità della pipeline già acquisita, conferisce una base solida per il proseguimento della strategia industriale. In un quadro economico internazionale che rimane complesso, la capacità di Fincantieri di coniugare crescita dei volumi e controllo dei costi viene dunque interpretata come un elemento distintivo.

Con il nuovo piano industriale 2023-2027 già in fase di avanzata implementazione, l’azienda triestina si appresta ora a capitalizzare ulteriormente le proprie competenze. L’obiettivo dichiarato di raddoppiare la capacità produttiva nel settore Difesa non solo risponde a una domanda crescente in un mondo sempre più attento alla sicurezza marittima, ma rappresenta anche un’evoluzione strutturale del business mix. In questo senso, i risultati record del 2025 non sono solo un traguardo, ma rappresentano il presupposto per un ulteriore salto di qualità, dove il rafforzamento della sovranità industriale si intreccia con lo sviluppo tecnologico e la capacità di generare valore lungo l’intera catena di fornitura.

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