Baldini e i suoi “ragazzi meravigliosi”: l’Under 21 si gioca il futuro tra Empoli e la sfida alla Macedonia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A poche ore dal calcio d’inizio dello stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena di Empoli, il clima che si respira attorno all’Italia Under 21 è quello tipico delle vigilia importanti, dove la tensione si mescola a un entusiasmo quasi contagioso. Silvio Baldini, il commissario tecnico, non ha usato mezzi termini per descrivere lo spirito che anima il gruppo in ritiro a Tirrenia, parlando di un “dono divino” quello di allenare questi ragazzi. In una conferenza stampa che sapeva più di racconto familiare che di classica presentazione pre-partita, il tecnico ha sottolineato come l’alchimia interna sia l’arma in più a disposizione: li descrive come giocatori che ridono, scherzano e che provano piacere a stare insieme, ma che quando è il momento di scendere in campo sanno essere estremamente professionali. Un equilibrio sottile, questo, che per Baldini rappresenta la base solida su cui costruire le due sfide decisive contro Macedonia del Nord e Svezia, valide per il percorso di qualificazione all’Europeo del 2027.
La forza del gruppo e il caso Kayode
Mentre l’attenzione è focalizzata sulla gara di giovedì, che vedrà l’Italia scendere in campo alle 18.15 contro la formazione balcanica, il tecnico ha voluto chiarire alcuni aspetti logistici legati alla composizione della rosa, evitando fraintesi. Uno degli argomenti più dibattuti, infatti, è stato la chiamata in extremis di Michael Kayode, terzino classe 2004 in forza al Brentford. Baldini ha spiegato come il calciatore fosse già stato convocato a settembre, ma avesse dovuto fare i conti con la burocrazia legata all’idoneità fisica: parametri italiani più rigidi rispetto a quelli inglesi hanno ritardato il suo rientro nel gruppo, ma ora che la situazione è stata risolta, il tecnico non ha avuto dubbi nel richiamarlo, ricordando tra l’altro il suo passato da campione d’Europeo con l’Under 19. Un inserimento, questo, che va ad arricchire un reparto difensivo già rinnovato, dove spiccano i nomi di Davide Bartesaghi, Pietro Comuzzo e l’esordiente Honest Ahanor, chiamati a dare solidità a una linea che dovrà reggere l’urto degli esterni avversari.
Bartesaghi e la crescita da Milan a trampolino azzurro
Ad affiancare Baldini in conferenza, a testimonianza della continuità con cui il gruppo viene gestito, c’era proprio Davide Bartesaghi, uno dei volti più interessanti di questa stagione. Il difensore del Milan, che con il club rossonero sta trovando sempre più spazio anche in prima squadra, ha parlato della propria crescita con un senso di responsabilità che non vuole essere un peso, ma piuttosto una spinta. “È un senso di responsabilità incredibile indossare la maglia del Milan”, ha detto, riconoscendo il lavoro fatto con mister Allegri e il suo staff, ma guardando anche oltre. Per Bartesaghi, infatti, l’Under 21 rappresenta un trampolino naturale verso la Nazionale maggiore, un sogno che coltiva con la consapevolezza di dover lavorare sodo. La duttilità, ha spiegato, è la sua arma principale: partito come terzino, si trova oggi a suo agio nel ruolo di quinto, ma non disdegna di occupare la posizione di terzo di difesa, un’abilità che nel calcio moderno fa la differenza.
L’ex Empoli e la tattica contro la Macedonia
La partita di domani ha un sapore speciale per Silvio Baldini, che torna in una città che lo ha visto protagonista di imprese memorabili, tra promozioni in Serie A e salvezze definite miracolose. Il tecnico si aspetta un pubblico caloroso, “gente genuina” capace di sostenere la squadra in un momento in cui ogni punto pesa in classifica: gli azzurrini sono attualmente secondi nel girone E, mentre la Macedonia del Nord occupa la quinta posizione. Dal punto di vista tattico, Baldini ha analizzato nei dettagli l’avversario, che si presenterà con un 4-4-2: in avanti disporranno di una punta centrale e una mezza punta, con esterni pronti a attaccare la profondità. Non esistono partite scontate, ha ammonito il tecnico, ma se i suoi giocatori riusciranno a mantenere alta la concentrazione e a esprimere il valore che hanno dimostrato in questi giorni di lavoro, le possibilità di fare un buon risultato sono concrete. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che questo gruppo, dove i “ragazzi stupendi” sanno trasformare l’allegria in professionismo, ha le carte in regola per ambire a qualcosa di importante.




