Silvio Baldini e il “dono divino” dell’Under 21: la vigilia di Italia-Macedonia tra tattica, ritorni ed emozioni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria che si respira attorno al “Carlo Castellani” di Empoli è quella delle grandi occasioni, quelle in cui la posta in palio impone concentrazione assoluta ma anche, perché no, un pizzico di quella sana emozione che solo il calcio sa regalare. La Nazionale Under 21 si appresta ad affrontare la Macedonia del Nord nel settimo appuntamento delle qualificazioni agli Europei di Albania e Serbia 2027, un crocevia fondamentale per un gruppo che insegue la Polonia capolista, distante tre lunghezze dopo la sconfitta patita nello scontro diretto di Stettino. In attesa del fischio d’inizio, fissato per le 18.15 di giovedì 26 marzo, il tecnico Silvio Baldini ha voluto scandire i tempi della vigilia con una conferenza stampa nella quale ha svelato non solo le insidie tattiche dell’avversario, ma anche lo stato d’animo di un gruppo che, a suo dire, rappresenta una vera e propria rarità nel panorama contemporaneo.

Un “dono” da custodire e le insidie di una partita mai scontata

Baldini, che in questa circostanza ritrova una città e uno stadio – quello che lo vide protagonista di una promozione in Serie A – ha scelto di aprire il suo intervento con una riflessione a metà tra il personale e il tecnico, soffermandosi sulla qualità umana del suo gruppo. “Ho un gruppo di ragazzi stupendi, meravigliosi”, ha raccontato il commissario tecnico, sottolineando come il piacere dello stare insieme si sposi con una professionalità crescente e, elemento non secondario, con il divertimento. “Essere in mezzo a loro è un dono divino”, l’espressione utilizzata per descrivere un clima spogliatoio che sembra essere la base solida su cui costruire il percorso di crescita. Non si tratta, nelle parole del selezionatore, di semplice retorica ma della constatazione di un ambiente che assorbe i principi del gioco senza perdere la spensieratezza tipica della giovane età.

Sul piano tattico, però, Baldini non ha nascosto la necessità di approcciare la sfida con il massimo della serietà, lanciando un monito chiaro: “Nel calcio di oggi non esistono partite scontate”. L’analisi della Macedonia del Nord, reduce dal confronto di andata vinto di misura dagli azzurrini, è stata puntuale: l’avversario schiererà un sistema speculare, un 4-4-2 caratterizzato da una punta e una mezza punta, con esterni pronti ad attaccare la profondità sui lanci lunghi. Una struttura, ha spiegato Baldini, che richiederà attenzione e la “giusta voglia di dimostrare il nostro valore”, elementi che al momento sono l’unica certezza per mettere in cascina un risultato che possa essere “bello sia dal punto di vista del punteggio che del gioco”.

Kayode, il giallo della convocazione e la stretta burocratica

Uno dei temi più caldi della vigilia ha riguardato la convocazione, arrivata solo nella giornata di ieri, di Michael Kayode. L’esterno del Brentford, infatti, era stato escluso dalla lista iniziale nonostante il suo momento di forma in Premier League, sollevando qualche interrogativo. Baldini ha voluto chiarire personalmente i contorni di questa vicenda, svelando un retroscena burocratico che ha tenuto il giocatore lontano dal gruppo. “Kayode è stato convocato a settembre scorso, ma non ha avuto l’idoneità fisica – ha spiegato – perché in Italia i parametri sono molto più severi che in Inghilterra”. Lì, ha proseguito il tecnico, poteva giocare regolarmente, mentre in Italia era necessario attendere il via libera dagli accertamenti medici.

Il classe 2004, campione d’Europa con l’Under 19, si è recato a Roma per sottoporsi alle visite necessarie, ottenendo l’idoneità solo nella giornata di martedì. “Non capisco perché non avremmo dovuto convocarlo”, ha ribadito Baldini con una punta di retorica, chiudendo di fatto le polemiche e annunciando il suo inserimento in un gruppo che ora conta 25 elementi a disposizione. Il suo arrivo va a rinforzare il reparto difensivo, andando a completare un organico che punta a mantenere l’imbattibilità casalinga in questo girone, dopo il successo netto ottenuto nel recente impegno esterno contro il Montenegro.

Bartesaghi e la lezione di Allegri: duttilità e positività

Ad affiancare Baldini nella conferenza stampa è stato Davide Bartesaghi, difensore del Milan che in questa stagione sta trovando sempre più spazio anche in prima squadra. Per lui, indossare le maglie del club rossonero e della Nazionale rappresenta “una responsabilità grandissima”, ma il giovane ha dimostrato di saper gestire la pressione con la maturità di chi conosce il proprio ruolo. Bartesaghi ha parlato della propria duttilità tattica, mettendosi a disposizione sia come esterno in una difesa a quattro sia come “braccetto” in una linea a tre, sottolineando come la possibilità di ricoprire più ruoli possa diventare un valore aggiunto per il gruppo.

Al di là degli schemi, però, il terzino ha voluto condividere un aspetto più intimo del lavoro quotidiano, rivelando un curioso parallelismo tra le indicazioni ricevute in Nazionale e quelle che ascolta al Milan. “Baldini, così come Allegri al Milan, mi chiede sempre di essere positivo, anche quando le cose non vanno bene – ha raccontato ai microfoni di Raisport – di dare il massimo soprattutto nei momenti difficili, perché è in quei frangenti che esce fuori la persona che sei”. Una dichiarazione che fa emergere l’importanza della componente mentale nel percorso di crescita di questi giovani, chiamati a gestire la pressione di un risultato che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del girone E. La sfida contro la Macedonia, insomma, sarà un banco di prova non solo tecnico ma anche caratteriale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.