Svezia-Italia Under 21, Baldini promuove il gruppo: “Comuzzo e Ndour? Migliorati tantissimo”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è spazio per il turn-over, o almeno non per quello dettato da scelte tecniche obbligate, alla vigilia del delicato impegno di Boras. Silvio Baldini, alla guida degli Azzurrini, ha infatti sciolto ogni possibile riserva durante l’ultima conferenza stampa a Tirrenia, rivelando quasi al completo la formazione che martedì sera affronterà la Svezia. Il tecnico, che ha costruito questo gruppo basandosi sulla continuità, ha spiegato senza mezzi termini quale sarà l’unica modifica rispetto all’undici che ha travolto la Macedonia del Nord per 4-0: dentro Seydou Fini, fuori Luigi Cherubini, quest’ultimo fermato da un leggero risentimento alla schiena che ne consente comunque la panchina.

La crescita esponenziale dei viola e il valore del gruppo

Se il collettivo funziona, non si tocca. Questo sembra essere il mantra del Commissario Tecnico, il quale ha speso parole al miele soprattutto per i suoi elementi più rappresentativi, tra cui spiccano i nomi dei due giovani della Fiorentina, Cher Ndour e Pietro Comuzzo. Baldini ha sottolineato come, rispetto ai primi raduni dello scorso settembre, il salto di qualità sia stato evidente a tutti: “Da quando li ho visti la prima volta lo scorso settembre, sono migliorati tantissimo, anche grazie al minutaggio aumentato nelle rispettive squadre”. Un’evoluzione, quella dei singoli, che si è riflessa positivamente sull’intero spogliatoio, dove i ragazzi hanno compreso l’importanza di essere una squadra dentro e fuori dal campo. Il tecnico, che ha elogiato la capacità di sacrificio anche dei reparti avanzati in fase di ripiegamento, non ha nascosto la serenità con cui affronta la sfida: “Non sarà difficile fare le scelte contro la Svezia, perché i ragazzi si stanno allenando tutti bene e, a prescindere da chi sceglierò, sono sicuro di non sbagliare”.

L’avversario e la posta in palio nel girone E

La trasferta in terra scandinava, che scatterà alle 18.30 alla Boras Arena, rappresenta l’ottavo match di queste qualificazioni all’Europeo del 2027 (in programma tra Albania e Serbia). Gli Azzurrini sono secondi nel girone E con 18 punti, a -3 dalla Polonia capolista e con un margine rassicurante di +8 sul Montenegro terzo. Tuttavia, Baldini ha messo in guardia i suoi dalla fisicità degli avversari, un aspetto che potrebbe rivelarsi insidioso. “Sfideremo una squadra con un livello superiore rispetto alla Macedonia del Nord – ha spiegato il tecnico, citato da più fonti –. Dovremo essere ancora più intensi e fare ancora più possesso palla in avanti, dando meno possibilità agli avversari di fare la partita su di noi”. Un’analisi tattica quella di Baldini, che vede la Svezia schierata con un 4-4-2 in fase di possesso, destinato a trasformarsi in un 4-3-1-2 quando si tratta di difendere.

Daffara e l’obiettivo europeo

Tra i convocati di questa finestra, spicca la presenza del portiere dell’Avellino, Giovanni Daffara, chiamato a rinforzare un reparto già composto da Palmisani e Motta. La sfida di Boras, oltre a garantire punti pesanti per la rincorsa alla Polonia, rappresenta un banco di prova fondamentale per testare la tenuta mentale di un gruppo giovane ma già maturo. La Nazionale, atterrata nel pomeriggio a Göteborg con un volo charter da Pisa per poi raggiungere Boras in pullman, è pronta a scendere in campo con la consapevolezza di dover fare risultato per tenere il passo della capolista. Con la proverbiale concretezza che lo contraddistingue, Baldini si affida alla sua certezza più grande: l’intensità e la voglia di questi ragazzi, che negli ultimi giorni hanno “risposto alla grande” anche nelle sedute post-partita, dimostrando una maturità rara per la loro età.

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