Italia, Baldini traghettatore azzurro: e intanto Ndour e Comuzzo sognano l’esordio
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Redazione Sport
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La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali del 2027, quelli che si giocheranno in Qatar, ha lasciato una ferita profonda nel calcio azzurro. Per la terza volta consecutiva, un’assenza che pesa come un macigno sull’intero movimento. Ed è in questo scenario, denso di frustrazione e di attese, che Silvio Baldini – il tecnico alla guida dell’Under 21 dallo scorso luglio – diventa protagonista di un nuovo, inedito capitolo. Scelto per condurre la Nazionale maggiore nelle due amichevoli contro Grecia e Lussemburgo, l’allenatore toscano si trova ora a dover ricucire uno strappo che non è solo tecnico, ma profondamente culturale.
Secondo quanto riportato dal “Corriere dello Sport”, Baldini porterà con sé un blocco consistente della sua Under 21, premiando così quei ragazzi che ha cresciuto e valorizzato nell’ultimo anno. Una scelta che appare obbligata, vista la contingenza, ma che rivela anche una precisa visione identitaria: l’Italia riparte da chi, per età e percorso, rappresenta ancora un terreno fertile su cui innestare senso di appartenenza. “Il vero problema – avrebbe confidato lo stesso Baldini in ambienti federati – è che si sta creando una generazione di persone che non sa nemmeno più cosa sia la bandiera italiana. Che cosa vuol dire, davvero, indossare la maglia azzurra”. Parole dure, che fotografano un malessere diffuso e che il commissario tecnico ad interim intende contrastare non con proclami, ma con scelte di campo.
L’occasione per i giovani: Ndour e Comuzzo verso la chiamata
Tra i nomi che potrebbero approfittare di questa finestra di rinnovamento spiccano quelli di Cher Ndour e Pietro Comuzzo. Il primo, centrocampista dal fisico possente e dalla tecnica sopraffina, è reduce da una stagione di prestito in cui ha mostrato lampi di grande qualità; il secondo, difensore centrale classe 2005, è considerato uno dei prospetti più interessanti del vivaio italiano. Entrambi non hanno ancora indossato la maglia della Nazionale maggiore, e proprio per questo l’amichevole contro il Lussemburgo (3 giugno) e quella in trasferta a Creta contro la Grecia (7 giugno) rappresentano l’occasione perfetta per testarli. Baldini, che li conosce bene dal lavoro nell’Under 21, potrebbe concedere loro i primi minuti in azzurro, senza la pressione di una gara ufficiale ma con la responsabilità di dimostrare che il futuro non è perduto.
La soluzione ponte in attesa del nuovo presidente federale
Va ricordato, per inquadrare correttamente la situazione, che l’affidamento della panchina azzurra a Baldini ha natura temporanea. In attesa dell’elezione del nuovo presidente federale, prevista per il 22 giugno, e della conseguente nomina di un commissario tecnico strutturale, la FIGC ha scelto la via della soluzione ponte. Una scelta di buon senso, quella di affidarsi all’attuale allenatore dell’Under 21, per garantire stabilità e continuità in un momento in cui la governance federale è ancora in bilico. Baldini, insomma, traghetterà gli Azzurri verso l’estate, con il compito non secondario di risvegliare quel senso di appartenenza che – a suo dire – si è smarrito.
Tre assenze mondiali consecutive e una ferita ancora aperta
Il dato, crudo e ineludibile, è che l’Italia non parteciperà ai Mondiali per la terza volta di fila. Una sequenza che non ha precedenti nella storia del nostro calcio, e che impone una riflessione severa sul sistema giovanile, sulla qualità della progettualità e sulla stessa attrattività del club Italia. Baldini, con il suo approccio diretto e a tratti brutale, prova a invertire la rotta partendo proprio da chi quella maglia non l’ha mai indossata o l’ha indossata troppo poco. E mentre il Lussemburgo e la Grecia si preparano ad affrontare un’Italia sperimentale, la vera partita si gioca altrove: nella testa di una generazione che, forse, ha bisogno di riscoprire il peso di un simbolo.




