Proteste durante l'Eurovision a Basilea: quattro feriti negli scontri tra polizia e manifestanti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre all’interno della St Jakobshalle arena di Basilea si svolgeva la finale dell’Eurovision, tra luci e note, fuori dal palazzo si consumavano tensioni che hanno portato a scontri tra le forze dell’ordine e i dimostranti contrari alla partecipazione di Israele. Tre agenti e un manifestante sono rimasti feriti, secondo quanto reso noto dalle autorità svizzere, che hanno stimato la presenza di circa 700-800 persone, alcune con il volto coperto.
La protesta, organizzata da gruppi filo-palestinesi, si è concentrata sulla contestazione della presenza della cantante israeliana Yuval Raphael, arrivata poi seconda nella competizione. Poco prima della sua esibizione, alcuni attivisti hanno tentato di raggiungere il palco: uno di loro è stato bloccato dalla sicurezza mentre cercava di salire, trascinato via per i capelli, mentre un altro ha lanciato vernice, colpendo un tecnico senza però provocare conseguenze gravi. Entrambi sono stati consegnati alla polizia e rilasciati in seguito, mentre gli organizzatori valuteranno se sporgere denuncia.
Le polemiche non si sono limitate alla piazza. Anche sui social, il rapper torinese Shade ha espresso la sua soddisfazione per la mancata vittoria di Israele, definendolo «un paese che non esiste, come Asgard e la Contea degli Hobbit». In un post su X, l’artista ha aggiunto: «Normalmente direi a casa merde, ma voi una casa manco l’avete, state occupando un territorio non vostro». Un commento che ha alimentato ulteriormente il dibattito, già acceso dalla controversa partecipazione israeliana.




