Coppia italiana fermata in Argentina per surrogazione illegale
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Redazione Interno
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Fabio, oncologo di 36 anni, e Gaetano, infermiere di 40, sono stati fermati in Argentina dopo aver tentato di lasciare il Paese insieme a una donna e a una bambina di pochi giorni, nata tramite gestazione per altri (GPA). Il legale dei due ha assicurato che su di loro non pendono ipotesi di reato, e tantomeno quella di "reato universale" varata in Italia. Tuttavia, il caso ha sollevato numerose domande e preoccupazioni riguardo alla pratica della maternità surrogata e alle sue implicazioni legali ed etiche.
Secondo le informazioni disponibili, la coppia avrebbe versato 5.500 euro per ottenere la bambina, mentre la donna che ha portato avanti la gravidanza sarebbe stata pagata 500 euro al mese. Questo ha portato alla luce il costo della maternità surrogata e il sacrificio imposto alle donne che accettano di portare avanti una gravidanza per conto di altri. La vicenda ha suscitato un acceso dibattito, con alcuni che vedono nella maternità surrogata una forma di sfruttamento e altri che la considerano una scelta legittima per chi desidera avere figli ma non può farlo naturalmente.
Le autorità argentine stanno conducendo accertamenti su altri casi simili, sospettando una possibile tratta di esseri umani. La coppia italiana, nel frattempo, si trova in una situazione di incertezza, poiché in Italia la nuova legge sulla maternità surrogata non è ancora in vigore e, pertanto, non possono essere puniti per il loro tentativo di portare la bambina fuori dal Paese. Tuttavia, il loro caso potrebbe avere ripercussioni significative sul dibattito legislativo in corso in Italia e su come verranno regolamentate in futuro le pratiche di gestazione per altri.
L'Associazione Luca Coscioni ha sottolineato la necessità di leggi che garantiscano i diritti di tutti i soggetti coinvolti nella maternità surrogata, mentre la Lega ha definito la scelta della coppia italiana come aberrante.




