Italiani fermati in Argentina per maternità surrogata
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Redazione Interno
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Due cittadini italiani, tra cui un oncologo di Padova, sono stati fermati all'aeroporto di Buenos Aires mentre cercavano di tornare in Europa con una bambina nata tramite maternità surrogata. La vicenda, che ha attirato l'attenzione internazionale, è stata riportata dal quotidiano spagnolo La Nacion. La Farnesina ha confermato di essere in contatto con il consolato generale a Buenos Aires e di seguire il caso con la massima attenzione.
I due uomini sono stati bloccati il 25 ottobre scorso e da allora sono soggetti a divieto di espatrio, sotto accertamento da parte della polizia giudiziaria argentina. La madre naturale della bambina, una donna di 28 anni, ha raccontato alla polizia di essere stata contattata dalla coppia italiana tramite un gruppo Facebook e di aver accettato l'offerta di 10 milioni di pesos (circa 9mila euro) per portare a termine la gravidanza.
La legge argentina, che vieta la maternità surrogata, è stata la base legale per il fermo della coppia, nonostante la recente approvazione della legge Roccella in Italia, che non ha avuto alcun impatto diretto su questo caso specifico. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di dibattito internazionale sulla gestazione per altri, pratica già vietata in Italia da vent'anni.
Le indagini sono in corso e la situazione legale dei due italiani rimane incerta. La polizia giudiziaria argentina sta esaminando tutti gli aspetti del caso, inclusi i dettagli del contatto tra la coppia e la madre naturale della bambina.




