Marc Marquez domina ad Assen e replica a Bezzecchi: "Perché non mi ha attaccato?"
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Redazione Sport
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Marc Marquez, che pochi giorni fa al Mugello aveva piantato sotto la tribuna Ducati la bandiera di Borgo Panigale in omaggio a Jorge Lorenzo – gesto simbolico, quasi una presa di possesso –, ha trasformato il weekend olandese in un’altra prova di forza. Nonostante due cadute venerdì, con tanto di punti di sutura sul mento e qualche livido, il pilota della Ducati ha chiuso sia la Sprint che la gara lunga con due vittorie nette, eguagliando così Giacomo Agostini con 68 successi nella classe regina. Un primato che, seppure condiviso, ribadisce la sua grandezza in un campionato che sembra ormai un monologo.
A sollevare polemiche, però, non sono stati solo i numeri, ma anche le parole. "Perché oggi Bezzecchi non mi ha attaccato?", ha chiesto Marquez a muso duro, lasciando intendere che qualcosa, nella condotta di gara dell’apriliano, non gli sia parso limpido. "È irrispettoso pensare che Alex [Marquez, ndr] non mi attacchi come fa con gli altri", ha aggiunto, strizzando l’occhio a una strategia di squadra che altri, invece, sembrerebbero non adottare. Una frecciata che cade in un momento in cui il distacco in classifica sul fratello Alex – ora a 68 punti – rende ogni gesto sospetto.
Bezzecchi, dal canto suo, ha chiuso secondo, precedendo Pecco Bagnaia, terzo nonostante una prestazione comunque solida (valutata 9 su 10 nelle pagelle di Paolo Beltramo). Ma il vero protagonista resta Marquez, che con 307 punti consolida un dominio sempre più schiacciante. Aprilia, intanto, scala la classifica costruttori, mentre tra i piloti si delinea una lotta per il podio sempre più distante dalla vetta.




