L'Europa investe 250 milioni contro i superbatteri, una minaccia silenziosa
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Redazione Salute
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Mentre l'attenzione pubblica è spesso calamitata da emergenze più visibili, una crisi sanitaria di portata storica, la resistenza antimicrobica, continua ad avanzare in modo subdolo, minando le fondamenta stesse della medicina moderna e la sua capacità di debellare infezioni che, fino a pochi decenni fa, erano considerate banali. Secondo le stime congiunte, elaborate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dalla Commissione europea, questo fenomeno è responsabile, ogni anno, di oltre trentacinquemila decessi soltanto all'interno dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo, con un onere economico – che comprende sia i costi sanitari diretti sia le ingenti perdite di produttività – stimato in 11,7 miliardi di euro. Un impatto, questo, che costringe a riflettere sulla tenuta dei nostri sistemi sanitari di fronte a una minaccia che non conosce confini.
L'allarme degli specialisti e le strategie di contrasto
Susanna Esposito, pediatra e specialista in Malattie infettive nonché docente di Pediatria presso l'Università di Parma, definisce i "super batteri" una "minaccia da non sottovalutare", ricordando come, in passato, la sua capacità di anticipare le raccomandazioni ufficiali durante la pandemia da Covid-19 abbia dimostrato l'importanza di un approccio proattivo. La professoressa Esposito, la cui passione per la ricerca l'ha portata a fondare l'Associazione WAidid, sottolinea la necessità di un impegno costante, sia in termini di prevenzione che di studio, per fronteggiare un'avanzata che rischia di renderci indifesi. L'uso, e soprattutto l'abuso, di antibiotici, come più volte segnalato dalla scienza, ha infatti accelerato l'emersione di ceppi resistenti, spingendo alcuni esperti a parlare ormai di un'era "post-antibiotica".
La ricerca punta sugli anticorpi: il caso di Pisa
Proprio la ricerca scientifica rappresenta uno dei baluardi più promettenti in questa battaglia, come dimostra uno studio pisano, recentemente pubblicato sulla rivista Nature, che ha individuato degli anticorpi in grado di contrastare il super batterio Klebsiella. Questa scoperta, che molti nel settore non esitano a definire rivoluzionaria, è stata al centro dei dibattiti durante un corso avanzato di terapia antibiotica e antifungina tenutosi a Pisa, un appuntamento che ha celebrato il suo ventennale riunendo alcuni dei massimi esperti del settore. Il congresso, presieduto dal professor Francesco Menichetti, già primario pisano, insieme al professor Falcone, ha fatto il punto non solo sulle ultime acquisizioni in tema di antibiotico-resistenza, ma anche sulle strategie terapeutiche più innovative.
Un investimento europeo e l'approccio One Health
La risposta dell'Unione europea a questa sfida epocale si è concretizzata in un investimento di 250 milioni di euro, una cifra significativa che mira a sostenere sia la ricerca di nuove armi farmacologiche sia l'implementazione di strategie di contenimento. La lotta ai patogeni multiresistenti, infatti, non può prescindere da una logica cosiddetta "One Health", un approccio integrato che riconosce la salute umana come indissolubilmente legata a quella animale e ambientale, puntando a limitare alla fonte i rischi di sviluppo di nuove resistenze. Si tratta di un impegno complesso, che coinvolge una molteplicità di attori e di discipline, e che richiede una vigilanza costante per essere efficace nel lungo periodo.




