Scena muta alla maturità, il ministro Valditara reagisce: "Bocciateli"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tre studenti, tre silenzi. Non per paura o per mancanza di preparazione, ma per protesta. È questa la scelta compiuta da alcuni maturandi durante l’esame orale, trasformando un momento simbolico del loro percorso scolastico in un gesto di dissenso verso un sistema che, a loro dire, non li rappresenta. Un atto che ha diviso l’opinione pubblica e spinto il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, a prendere posizione con toni duri: «In casi del genere, andrebbero bocciati».

L’ultimo episodio si è verificato al liceo classico Canova di Treviso, dove un 18enne ha deciso di non rispondere alle domande della commissione, ottenendo comunque il diploma grazie ai crediti accumulati negli anni. Un precedente che segue quelli registrati al liceo scientifico Galilei di Belluno e al Fermi di Padova, dove due studenti – Maddalena Bianchi e Gianmaria Favaretto – hanno motivato il loro rifiuto con ragioni personali e una critica alla scuola. «Alcuni docenti pensano solo ai voti, senza considerare le difficoltà che affrontiamo», ha spiegato la prima.

La reazione del ministro, però, non ha tardato ad arrivare. Valditara, che già in passato aveva espresso perplessità su simili forme di protesta, ha proposto di introdurre la bocciatura automatica per chi si rifiuti di sostenere l’orale. Una posizione che contrasta con quella di chi, come il pedagogista Daniele Novara, fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, vede in questi gesti un segnale di malessere più profondo. «Punire non serve a nulla – ha osservato –. Questi atti dimostrano che qualcosa non funziona e andrebbe ascoltato».

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