Venezia 83 premia Woman Unknown, Naza resta al centro del dibattito

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La Mostra del Cinema di Venezia ha assegnato il Leone d’Oro a Woman Unknown di May el-Toukhy, mentre Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor ha ricevuto il Premio speciale della giuria. Il risultato dell’83ª edizione ha aperto un confronto sul peso delle scelte della giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, dopo un concorso segnato dalla presenza di opere dal forte impatto politico e sociale.

Il Leone d’Oro a May el-Toukhy e la storia di Woman Unknown

Il film vincitore racconta una vicenda ambientata nell’immediato dopoguerra in Danimarca, in un periodo in cui venivano ricercate persone sospettate di collaborazionismo con i nazisti. La regista danese May el-Toukhy ha costruito il racconto attorno alla condizione delle donne coinvolte in quel contesto storico, affrontando temi legati all’identità, alla memoria e al giudizio sociale.

Woman Unknown era l’unico film diretto da una regista donna presente nel concorso principale prima dell’ingresso di Rachel Szor come coautrice di Naza. La scelta della giuria ha portato anche al riconoscimento per Mathilde Arcel, premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile grazie al ruolo nel film vincitore.

Naza ottiene il Premio speciale della giuria dopo le polemiche

Il documentario Naza, firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, ha ricevuto il Premio speciale della giuria per il suo racconto legato agli eventi nella Striscia di Gaza e alle accuse rivolte alle operazioni militari israeliane. L’opera aveva attirato grande attenzione già prima della cerimonia finale per il tema affrontato e per le reazioni suscitate intorno al film.

Il riconoscimento non ha coinciso con il massimo premio della Mostra, ma ha comunque collocato il documentario tra i titoli più discussi dell’edizione. Abraham e Szor fanno parte del gruppo creativo di No Other Land, il documentario che aveva ottenuto l’Oscar 2025 nella categoria dedicata ai documentari.

Un palmarès con cinema politico e grandi interpretazioni

La giuria di Venezia 83 ha premiato anche altri film caratterizzati da temi storici e sociali. Il Leone d’Argento - Gran premio della giuria è andato a Possible Love del regista sudcoreano Lee Chang-dong, mentre il riconoscimento per la migliore regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per Dau.

Tra gli interpreti premiati figurano John Malkovich, vincitore della Coppa Volpi come miglior attore per Wild Horse Nine, e Mathilde Arcel per Woman Unknown. Il premio alla sceneggiatura è stato attribuito a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat.

Il confronto sulla rappresentanza femminile al Lido

La vittoria di May el-Toukhy ha riportato l’attenzione sulla presenza delle registe nei grandi festival internazionali. La cineasta aveva sottolineato prima della premiazione le difficoltà strutturali incontrate dalle donne nel percorso produttivo e nella possibilità di realizzare film con risorse paragonabili a quelle dei colleghi uomini.

La Mostra ha quindi chiuso l’edizione con due riconoscimenti destinati a opere molto diverse: da una parte il Leone d’Oro a un dramma storico guidato da una regista donna, dall’altra il Premio speciale della giuria a un documentario che ha affrontato direttamente il conflitto israelo-palestinese. La cerimonia finale dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia ha consegnato il Premio speciale della giuria a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor.

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