Venezia 83, Leone d'Oro a Woman Unknown. Scamarcio premiato a Orizzonti
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Redazione Sport
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Il Leone d'Oro dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia va a "Woman Unknown" della regista danese di origini egiziane May el-Toukhy. La decisione della giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, è arrivata al termine di una discussione che, stando alle indiscrezioni, ha lasciato incertezze sino all'ultimo minuto.
Un palmarès al femminile
Il film premiato, ambientato nella Danimarca del dopoguerra, racconta la storia di Marie, una giovane donna che sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora come domestica, ma il cui futuro è minacciato dalla possibile rivelazione di una relazione avuta con un soldato tedesco durante l'occupazione. May el-Toukhy, che era una delle sole due registe in concorso quest'anno insieme a Rachel Szor, è l'ottava donna nella storia della Mostra a conquistare il massimo riconoscimento.
La protagonista Mathilde Arcel ha ricevuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. «Dedico questo premio alle migliaia di donne che hanno sofferto e vissuto l'esperienza che raccontiamo in questo film», ha dichiarato l'attrice, al suo primo ruolo da protagonista, ringraziando la regista «per aver rifiutato i compromessi e per aver avuto il coraggio di raccontare questa storia».
Il documentario Naza e le polemiche
Il Premio Speciale della Giuria è andato a "Naza", documentario co-diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, inserito nel programma del festival all'ultimo momento. La pellicola, prodotta da The Guardian, raccoglie le testimonianze anonime di 24 ufficiali e soldati israeliani addetti ai bombardamenti da remoto sulla Striscia di Gaza, ricostruendo i meccanismi che hanno portato alla morte di civili palestinesi.
Il direttore della Mostra Alberto Barbera, commentando l'ammissione del film in concorso, ha dichiarato che «non ammetterlo sarebbe stato ingiusto. Un atto di codardia, uno sfuggire alla responsabilità di una scelta doverosa di fronte a quello che è successo».
Alla prima proiezione, "Naza" ha ricevuto 25 minuti di applausi con standing ovation, stabilendo un nuovo record nella storia della kermesse.
Scamarcio e gli altri premi
Nella sezione Orizzonti, Riccardo Scamarcio ha vinto il premio per la migliore interpretazione maschile per "I figli della scimmia" di Tommaso Landucci, film che ha ottenuto anche il riconoscimento per la migliore sceneggiatura, assegnato allo stesso regista insieme a Damiano Femfert. «Sono davvero emozionato, un onore per me essere qui. Dedico questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e a mia madre», ha detto l'attore, condividendo il riconoscimento con Andrea Aggio, giovane interprete al debutto che nel film interpreta suo figlio.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata a John Malkovich per il suo ruolo in "Wild Horse Nine" di Martin McDonagh. Il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria è stato assegnato a "Possible Love" del regista sudcoreano Lee Chang-dong, mentre il premio per la migliore regia è andato a Ilya Khrzhanovsky per "DAU". Il Premio Marcello Mastroianni a una giovane attrice emergente è stato conferito a Malou Khebizi per "15/18 (A Place to Heal)" di Cédric Kahn.
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