Venezia 83, il Leone d'oro a Woman Unknown e il premio della giuria a Naza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia si è chiusa con il Leone d'oro a Woman Unknown di May el-Toukhy, film che ha convinto la giuria internazionale presieduta da Maggie Gyllenhaal e consegnato nelle mani di Mathilde Arcel la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.

Il riconoscimento principale della kermesse lagunare, che si è svolta dal 2 al 12 settembre 2026, è andato dunque a una delle poche registe presenti in Concorso: el-Toukhy era, insieme a Rachel Szor, co-regista di Naza, l'unica donna tra i ventuno titoli in corsa per il Leone.

Un verdetto che premia il corpo femminile come terreno di conflitto

Ambientato nella Danimarca del secondo dopoguerra, Woman Unknown racconta la storia di Marie, una giovane domestica che sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora, e si addentra nelle vicende delle cosiddette "collaboratrici orizzontali": donne punite per aver amato dei tedeschi mentre chi con il Terzo Reich aveva fatto affari senza scrupoli morali veniva risparmiato. Un tema, quello del corpo femminile come campo di battaglia, che la regista ha rivendicato con forza dal palco, ricordando le difficoltà incontrate nel finanziare e portare a termine l'opera.

«Il mio film parla di donne che non hanno una voce», ha dichiarato el-Toukhy, invitando a usare la propria voce «per parlare di persone che sono state abbandonate e messe a tacere».

La Coppa Volpi e il palmarès completo

La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata a John Malkovich per il suo ruolo in Wild Horse Nine di Martin McDonagh, mentre Mathilde Arcel ha dedicato il riconoscimento «alle migliaia di donne che hanno sofferto e vissuto l'esperienza che raccontiamo in questo film», ringraziando la regista «per aver rifiutato i compromessi e per aver avuto il coraggio di raccontare questa storia». Il Leone d'argento - Gran Premio della Giuria è stato assegnato a Possible Love di Lee Chang-dong, mentre il Leone d'argento per la migliore regia è andato a Dau di Ilya Khrzhanovsky.

Il Premio per la migliore sceneggiatura è stato conferito a Stéphane Brizé, Coralie Amedeo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, e il Premio Marcello Mastroianni per un giovane attore o attrice emergente a Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn.

Naza, il documentario che ha scosso il Lido

Il Premio Speciale della Giuria è andato a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, documentario che racconta la guerra in Palestina attraverso le testimonianze dei soldati israeliani e che, secondo la motivazione della Giuria Cinema for Unicef, smaschera «la disumana brutalità che muove quanti sono dietro al genocidio del popolo palestinese». Il film, che ha ricevuto una standing ovation in Sala Grande durante la premiazione, era stato ammesso in Concorso in un secondo momento, suscitando polemiche per la sua natura altamente politica.

«Non è facile per noi essere qui, penso ai politici israeliani che stanno attaccando il film senza nemmeno averlo visto», ha detto Abraham sul palco, sottolineando che «questa è una realtà conosciuta e documentata dai giornalisti palestinesi, molti di loro uccisi». Il direttore artistico Alberto Barbera aveva difeso la scelta di includere l'opera, definendo «codardia» l'ipotesi di non ammetterla.

Il resto del palmarès e la sezione Orizzonti

Nella sezione Orizzonti, la giuria presieduta da Valérie Donzelli ha premiato come Miglior film Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre Jacqueline Lentzou ha ottenuto il riconoscimento per la Migliore regia con A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra. Il Premio Speciale della Giuria è andato a La Maison du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, che si è aggiudicato anche il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima.

Laleh Marzban si è aggiudicata il premio per la Migliore interpretazione femminile con Moragheb, mentre Riccardo Scamarcio ha vinto quello per la migliore interpretazione maschile per I figli della scimmia di Tommaso Landucci, dedicando il riconoscimento «a tutti i papà del mondo». Il Miglior cortometraggio è stato Quelques instants de bonheur di Shaden Safieddine Tazi.

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