Serravalle si ferma per l'addio a Giancarlo Bernardini: folla ai funerali, la moglie indagata in silenzio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una chiesa gremita in ogni ordine di posti, un silenzio rotto soltanto dai sussurri, e una bara ricoperta di rose rosse e di un cuscino floreale. Serravalle, frazione di Bibbiena, si è fermata giovedì pomeriggio per l'ultimo saluto a Giancarlo Bernardini, l'operatore ecologico in pensione di 70 anni morto il 18 settembre dopo una violenta emorragia provocata da una profonda ferita alla gamba sinistra. La cerimonia funebre, officiata da padre Ugo Fossa nella chiesa neoromanica del paese, ha richiamato una folla di concittadini, amici e conoscenti.

Il silenzio della moglie e il pianto del fratello

Accanto ai familiari più stretti, al centro della navata, c'era la moglie di Bernardini, Maria Ricci, 59 anni, iscritta nel registro degli indagati dalla procura di Arezzo con l'ipotesi di omicidio volontario. La donna è rimasta impietrita, quasi immobile, per l'intera durata della funzione religiosa. Al suo fianco, senza mai allontanarsi, l'avvocato difensore Saverio Agostini, che l'ha accompagnata fin dall'ingresso sostenendola discretamente, e il figlio della coppia, Jacopo, stretto alla madre in un abbraccio silenzioso.

Di segno opposto lo strazio manifestato dal fratello di Maria, Nico, che sopraffatto da un dolore incontrollabile si è abbandonato a un pianto dirotto fin dai primi istanti della celebrazione, commuovendo l'intera platea presente. Padre Ugo Fossa, nell'omelia, ha invitato a rispettare il dolore umano ed evitare giudizi in una vicenda così complessa, ricordando Bernardini come un uomo buono e benvoluto.

La ferita che ha ucciso e i nodi dell'inchiesta

A quattordici giorni dal decesso, resta ancora da chiarire come l'uomo si sia procurato la lesione che ha interessato la vena poplitea. Bernardini si trovava nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel comune di Bibbiena, insieme alla moglie. Dopo mezzogiorno erano scattati i soccorsi del 118: le sue condizioni erano apparse subito gravissime e l'uomo era stato trasferito in elicottero all'ospedale di Arezzo, dove è morto in serata. La procura sottolinea che l'iscrizione nel registro degli indagati è un atto di garanzia nella fase preliminare dell'indagine e tutta da verificare.

La donna non è sottoposta ad alcuna misura cautelare e resta libera. È assistita dall'avvocato Saverio Agostini e sostiene la tesi del fatto fortuito, ovvero di un incidente domestico.

I coltelli sequestrati e gli accertamenti medico-legali

L'inchiesta, coordinata dal magistrato Giorgio Martano e dal procuratore Gianfederica Dito, è coperta dal massimo riserbo. I carabinieri della Compagnia di Bibbiena e del Reparto investigativo di Arezzo hanno posto sotto sequestro l'abitazione e acquisito alcuni coltelli: gli accertamenti di laboratorio dovranno stabilire se esistano elementi utili a collegare eventuali reperti alla lesione.

Il quadro sarà integrato dagli accertamenti medico-legali: la relazione del professor Mario Gabbrielli dovrà descrivere nel dettaglio la ferita, profonda, che ha interessato la vena poplitea in posizione fronto-laterale. Gli inquirenti stanno inoltre verificando le dichiarazioni rese dalla moglie nelle diverse fasi dell'emergenza, dalla telefonata al 118 fino agli interrogatori successivi. Secondo quanto emerge dall'indagine, alcuni elementi del racconto avrebbero suscitato dubbi, mentre la difesa sostiene la ricostruzione del fatto accidentale.

Al termine della funzione, la salma è stata trasferita al cimitero di Soci.

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