Meloni indagata per il caso Almasri
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Redazione Interno
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Il 28 gennaio 2025, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha ricevuto un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione al rimpatrio del cittadino libico Osama Njeem Almasri. L'indagine, condotta dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, coinvolge anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Il caso Almasri riguarda il rimpatrio del comandante della prigione libica di Mittiga, avvenuto il 22 gennaio con un volo di Stato. Su Almasri pende un mandato di cattura internazionale, e la sua espulsione ha sollevato numerose polemiche. Meloni, in un video pubblicato sui social, ha dichiarato di non essere ricattabile e di non lasciarsi intimidire, ribadendo la sua determinazione a proseguire con il proprio operato.
Matteo Salvini, vice premier e segretario della Lega, ha definito la situazione una vergogna, sottolineando come lo stesso procuratore che lo accusò a Palermo stia ora tentando di colpire il governo di centrodestra a Roma. Salvini ha inoltre invocato una riforma della giustizia, ritenendola necessaria e urgente.
La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che vedono nell'indagine un attacco politico e altri che sostengono la necessità di fare chiarezza sui fatti.




