Caso Almasri, indagata la capo di gabinetto di Nordio per false informazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giusy Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, è ufficialmente iscritta nel registro degli indagati della Procura di Roma, accusata del reato di false informazioni al pubblico ministero, previsto dall’articolo 371 bis del codice penale. La norma, che punisce chi rende dichiarazioni mendaci o omette parzialmente o totalmente ciò che conosce sui fatti oggetto d’indagine, costituisce il centro dell’inchiesta che vede coinvolto, in un procedimento separato dinanzi al Tribunale dei ministri, lo stesso guardasigilli Nordio, chiamato a rispondere di omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento.

La vicenda, che ha avuto il suo epilogo operativo lo scorso gennaio con l’arresto e il successivo rimpatrio in Libia del generale Osama Njeem Almasri, trova ora uno dei suoi snodi cruciali proprio all’interno del ministero. Le indagini, che stanno ricostruendo l’iter amministrativo e decisionale che portò al rimpatrio del comandante libico, si sono concentrate sulle comunicazioni inviate dagli uffici tecnici – ovvero quei settori competenti in materia di cooperazione internazionale e estradizioni – ai vertici del dicastero.

Proprio in quel passaggio, stando agli atti dell’inchiesta, qualcosa si sarebbe inceppato, generando un cortocircuito informativo che i magistrati romani stanno ora analizzando nel dettaglio. L’ascolto della Bartolozzi davanti al Tribunale dei ministri, organo competente a giudicare i membri del governo, è stato un momento cruciale per i pubblici ministeri, i quali – valutando le sue dichiarazioni alla luce dei documenti acquisiti – avrebbero riscontrato le discrepanze che hanno portato all’iscrizione nel registro.

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