Bartolozzi indagata, la procura di Roma avanza l’ipotesi di false dichiarazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Roma ha iscritto Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato, che si inserisce nel solco dell’inchiesta sul rimpatrio del comandante libico Osama Njeem Almasri, è quella di false dichiarazioni al pubblico ministero. Una contestazione, questa, che non era mai stata avanzata prima d’ora nei confronti di un componente dell’esecutivo all’interno del medesimo procedimento, e che di fatto complica la possibilità di estendere alla dirigente lo scudo dell’immunità garantita dalla carica.

Il ministero della Giustizia, informato dell’avvenuta iscrizione assieme al Consiglio Superiore della Magistratura e alla Procura Generale della Cassazione, ha fatto trapelare, per il tramite non ufficiale delle agenzie, un messaggio di assoluta tranquillità. La parola d’ordine, in via Arenula, sarebbe “nessuna preoccupazione”, a segnalare una linea di piena fiducia verso la propria collaboratrice e di totale serenità rispetto all’evolversi delle indagini.

Intanto, alla Camera, la maggioranza di centrodestra – attraverso il capogruppo di Fratelli d’Italia in Giunta per le autorizzazioni, Dario Iaia – ha chiesto un approfondimento tecnico sulla vicenda. L’obiettivo dichiarato è quello di verificare se, in un futuro, per Bartolozzi possa rendersi necessaria una richiesta di autorizzazione a procedere in quanto “imputata laica”, un iter che coinvolgerebbe direttamente il Parlamento. Una mossa che appare come un primo, significativo segnale di appoggio politico alla figura del ministro Nordio e alla sua più stretta collaboratrice.

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