La procura di Roma iscrive Giusi Bartolozzi nel registro degli indagati
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Redazione Interno
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Mentre a Montecitorio si appresta a discutere l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, nonché del sottosegretario Alfredo Mantovano, la procura della Repubblica di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, ha compiuto una mossa di contrappeso iscrivendo nel registro degli indagati Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. L’iniziativa dei magistrati, che alcuni osservatori hanno definito un “atto di guerriglia”, si inserisce nel complesso dossier del caso Almasri, il torturatore libico rimpatriato nonostante il mandato di cattura internazionale.
L’indagine sulla Bartolozzi, la quale ha ricevuto immediate rassicurazioni durante un incontro a Palazzo Chigi, verte sull’ipotesi di false informazioni fornite al pubblico ministero. Il governo Meloni, stando a quanto si apprende, ha già assicurato che la difenderà “a oltranza”, valutando persino la possibilità di approntare una sorta di scudo protettivo. La vicenda, che attinge a dichiarazioni della stessa interessata sui suoi frequenti scambi con il ministro, sembra ruotare attese comunicazioni e alla gestione di atti e termini procedurali.
La partita giudiziaria, che vede da un lato l’esecutivo e dall’altro la magistratura, va ben oltre il singolo episodio, toccando nel profondo il tema della riforma della giustizia. Il sottosegretario Mantovano, commentando riservatamente le indagini, ha più volte lasciato intendere un certo scetticismo, augurandosi che “lo stesso impegno venga messo nei processi di mafia”, in una contrapposizione che riflette tensioni ormai croniche.




