Morta dopo il parto all’Isola Tiberina, tre indagati per omicidio colposo. L’autopsia sui gemelli ancora in terapia intensiva
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Redazione Interno
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La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, e già l’indomani della tragedia ha provveduto a iscrivere tre soggetti nel registro degli indagati, un passaggio che – va detto – rappresenta un atto dovuto più che una prefigurazione di colpe, necessario per consentire il conferimento degli incarichi peritali e lo svolgimento dell’autopsia. Quest’ultima, in programma oggi, dovrà chiarire le cause della morte di Erica Carroccia, la maestra trentunenne di Sonnino (in provincia di Latina) deceduta mercoledì poche ore dopo aver dato alla luce i due gemellini, Damiano e Diletta. I piccoli, nati alla trentatreesima settimana, si trovano ancora ricoverati in terapia intensiva – un protocollo standard per i parti pretermine, va precisato – ma le loro condizioni sono giudicate stabili.
Tre medici sotto inchiesta, tra loro il ginecologo di fiducia e il capo équipe
Gli indagati, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero tre: il ginecologo che seguiva la donna durante la gestazione e due professionisti dell’ospedale Fatebenefratelli Gemelli – Isola Tiberina, tra cui figura il capo équipe che ha gestito il parto. Entrambi i medici ospedalieri sono assistiti dall’avvocato Gaetano Scalise, mentre non sono ancora stati resi noti i nomi dei difensori del ginecologo esterno. La procura sta vagliando la documentazione clinica relativa al monitoraggio della nascita e alle procedure adottate nei momenti cruciali del travaglio e del post-parto immediato, quando – secondo una prima ricostruzione – sarebbero sopraggiunte complicazioni letali per la giovane madre.
La seconda vita di Giordano Di Micco: «Spero solo di sapere la verità»
«Ora spero solo di sapere la verità – ha dichiarato il marito, Giordano Di Micco, trentottenne – perché un giorno dovrò dire a Damiano e Diletta perché la loro mamma non li ha cresciuti». L’uomo, che ha cominciato ieri quella che lui stesso definisce la sua «seconda vita» (la prima essendosi drammaticamente conclusa nell’aula parto dell’Isola Tiberina), ha affidato a poche parole il dolore di chi si trova a dover gestire contemporaneamente la gioia della nascita e l’improvvisa assenza della compagna. I magistrati, dal canto loro, stanno cercando di ricostruire ogni minuto di quella giornata del 13 maggio, in cui il più bel giorno si è trasformato in una tragedia consumata tra le mura di un nosocomio romano.
L’autopsia per fare luce su monitoraggio e procedure: i gemelli restano in osservazione
L’esame autoptico, che rappresenta il primo tassello dell’inchiesta, si concentrerà in particolare su due aspetti: l’efficacia del monitoraggio materno nelle fasi immediatamente successive al parto gemellare, e la corretta applicazione delle procedure previste per i parti alla trentatreesima settimana. I due neonati, che al momento non corrono pericolo di vita, restano invece in osservazione intensiva unicamente in ragione della loro prematurità, come previsto dai protocolli nazionali. La procura, intanto, non ha escluso l’audizione di ulteriore personale sanitario presente in sala parto, nell’ambito di un’indagine che – per sua natura – punta a stabilire se vi sia stata negligenza, imprudenza o imperizia da parte di uno o più dei tre professionisti coinvolti.




