Bologna, l’autopsia sul corpo del 19enne ucciso alla Barca: due indagati a piede libero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Domani, martedì 29 aprile, i medici legali esamineranno il corpo di Eddine Bader Essefi, il diciannovenne di origini tunisine morto nella notte tra venerdì e sabato in via Buozzi, alla Barca, periferia di Bologna. L’obiettivo è chiarire le dinamiche che hanno portato al decesso, avvenuto dopo un’aggressione in strada, mentre il ragazzo aspettava i soccorsi. Trasportato d’urgenza al Maggiore, è spirato poco dopo il ricovero.

Secondo le prime ricostruzioni, Bader avrebbe urtato accidentalmente un trentenne, innescando una lite degenerata in rissa. Durante l’alterco, cadendo, avrebbe battuto la testa contro un muretto. Due uomini, già identificati, sono indagati per omicidio preterintenzionale: un reato che presuppone l’assenza dell’intenzione di uccidere, ma la volontà di arrecare lesioni.

«Era un ragazzo d’oro», racconta Ciro Ascione, chef e titolare di Manicaretti, la gastronomia dove Bader lavorava. «Metteva da parte i soldi per il matrimonio della sorella». Il locale, oggi chiuso per lutto, era diventato per lui una seconda casa. «Ci siamo salutati nel pomeriggio, pensando di rivederci il giorno dopo», aggiunge Ascione, la voce spezzata.

Sul luogo dell’aggressione, intanto, fiori e palloncini ricordano il giovane. «Non si può morire così, a 19 anni», mormorano gli amici, mentre la fidanzata minorenne – presente quella notte – fissa il selciato in silenzio. Tra loro, qualcuno accenna alla mancanza di sicurezza nel quartiere, ma è solo un sussurro nella rabbia generale.

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