L'oro sfonda i 3.100 dollari tra tensioni commerciali e debolezza del dollaro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato dell’oro conferma la sua forza con un nuovo strappo rialzista, spingendo i Gold future (aprile 2025) verso quota 3.100 dollari, soglia psicologica che sembra ormai a portata di mano. Dopo aver toccato ieri un massimo storico, il metallo giallo prosegue la sua ascesa, sostenuto da un quadro tecnico inequivocabilmente positivo. Gli indicatori algoritmici, del resto, non lasciano spazio a dubbi: lo Stocastico rimbalza oltre i 50 punti, l’Rsi consolida la sua posizione in area d’ipercomprato, mentre gli oscillatori di tendenza mantengono una chiara impostazione long.

La quotazione spot, intanto, ha raggiunto i 3.086 dollari, segnando un incremento del 18% dall’inizio dell’anno, nonostante il deprezzamento del dollaro, che ha perso oltre il 4% contro le principali valute. Un dato che, tuttavia, non intacca il bilancio complessivo, considerando la crescente domanda di beni rifugio. Tra i fattori trainanti, oltre alla politica monetaria incerta, spiccano i dazi annunciati dagli Stati Uniti, che dal 2 aprile colpiranno anche le merci europee, alimentando timori di un’escalation nelle tensioni commerciali.

Gli investitori italiani, in particolare, hanno triplicato gli acquisti nell’ultima settimana, rifugiandosi nell’oro come protezione contro l’instabilità dei mercati. Il prezzo, dopo aver toccato i 3.085,95 dollari, si attesta ora a 3.072,44, con un ulteriore rialzo dello 0,64%. Un trend che, seppur in lieve correzione, resta sostenuto dalla paura di un conflitto tariffario globale, soprattutto dopo le ultime mosse dell’amministrazione Trump.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.