L’oro sfonda ogni record e supera i 3.177 dollari, spinto dalla paura dei dazi
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Redazione Economia
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Mentre i mercati finanziari vacillano, l’oro consolida il suo ruolo di bene rifugio per eccellenza, toccando un nuovo massimo storico nell’intraday a 3.177 dollari l’oncia, un livello mai raggiunto prima. La tensione è palpabile tra gli investitori, che temono l’annuncio di nuove tariffe doganali da parte dell’amministrazione Trump, previsto per domani, 2 aprile 2025. L’ipotesi che il presidente americano possa introdurre un sistema di dazi universali – ribattezzato da lui stesso come "giorno della liberazione" – ha scatenato un’ondata di acquisti del metallo prezioso, il cui valore è salito del 19% dall’inizio dell’anno.
A peggiorare il quadro, il rapporto oro-argento ha raggiunto i massimi degli ultimi 30 mesi, con l’argento – più legato alla domanda industriale – che ha perso terreno, scendendo sotto i 34 dollari. La divergenza tra i due metalli riflette l’incertezza degli operatori, che vedono nell’oro una garanzia contro possibili shock economici.




