Stop ai cellulari in classe, Valditara: "Non facciamo demagogia"
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Redazione Interno
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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervenuto a Morning News su Canale 5, ha ribadito le motivazioni alla base della direttiva che vieta l’uso degli smartphone in ogni contesto scolastico, persino durante la ricreazione o le gite, definendo la misura necessaria e supportata da evidenze scientifiche. "Tuteliamo la salute dei giovani", ha affermato il ministro, aggiungendo che "numerosi studi internazionali dimostrano come l’abuso dei dispositivi mobili crei nuove forme di dipendenza e comprometta, in modo talvolta irreversibile, capacità cognitive fondamentali quali la memoria e la concentrazione".
Con l’avvio del nuovo anno scolastico, che coinvolge da oggi oltre centomila studenti nella sola provincia di Treviso, il divieto – che era già operante per i cicli d’istruzione precedenti – è stato esteso alle scuole secondarie di secondo grado, imponendo di fatto la disconnessione totale per l’intera durata della permanenza a scuola. Una scelta, questa, che non fa sconti neppure ai momenti ricreativi o alle uscite didattiche, suscitando non poche perplessità in chi solleva dubbi sulla praticabilità di una simile misura.
Al di là delle polemiche, che il ministro ha bollato come "demagogiche", l’applicazione concreta del provvedimento richiederà un notevole sforzo organizzativo da parte degli istituti, chiamati a garantire il rispetto della norma senza per questo trasformarsi in luoghi di controllo opprimente. Alcune scuole, come quelle di Alessandria, si sono già mosse in autonomia prima ancora della circolare ministeriale, sperimentando soluzioni quali l’utilizzo di appositi armadietti dove riporre i dispositivi all’ingresso.




