Cellulari in classe, petizione per abolire il divieto di Valditara

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le scuole italiane hanno appena avviato il nuovo anno scolastico, il dibattito sul divieto di utilizzo dei telefoni cellulari in classe, sancito dalle circolari ministeriali, si dimostra più acceso che mai. Una petizione digitale, ospitata sulla piattaforma Change, sta raccogliendo firme per chiederne l’abrogazione, argomentando che la norma non solo si rivela inefficace nella sua applicazione pratica, ma contribuirebbe, secondo i promotori, ad accrescere stati d’ansia tra la popolazione studentesca.

Le indicazioni del ministero dell’Istruzione, guidato da Giuseppe Valditara, sono chiare: con la circolare n. 3392 dello scorso giugno e la nota n. 5274 di luglio 2024, l’utilizzo dei dispositivi durante le ore di lezione è formalmente vietato. Ciascun istituto, tuttavia, ha dovuto tradurre il divieto in un regolamento interno, il che ha portato a interpretazioni differenziate; in alcuni casi, la proibizione è stata estesa persino al personale docente e amministrativo, in un tentativo di uniformare il comportamento di tutti gli adulti presenti nell’edificio.

La reale efficacia della misura, però, viene messa in discussione dalle stesse voci che popolano gli ambienti scolastici. Una studentessa di Terni, in un’osservazione che molti potrebbero condividere, ha ammesso come aggirare il divieto risulti “facile”, citando la disponibilità di secondi telefoni o dei tablet in dotazione per alcune attività didattiche. Questo conferma come il confine tra uso improprio e utilizzo consentito rimanga labile, lasciando spazio a quelle zone grigie che rendono complessa l’effettiva applicazione della norma.

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