La Nissan Leaf è l’auto dell’anno 2026 per il Women’s Worldwide Car of the Year

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La terza generazione della Nissan Leaf, quel modello che per primo, nel lontano 2010, provò a portare la mobilità elettrica nelle case della gente comune, si è aggiudicata il Titolo supremo di Supreme Winner nell’edizione 2026 del Women’s Worldwide Car of the Year (WWCOTY). L’annuncio, caduto a ridosso della Giornata Internazionale della Donna, ha sancito la vittoria di una vettura che la giuria – composta da ottantasei giornaliste del settore provenienti da cinquantacinque paesi sparsi su cinque continenti – ha voluto premiare non per chissà quale estremismo tecnico o prestazionale, ma per un insieme di qualità che guardano al concreto, all’usabilità quotidiana, a quella che potremmo definire l’intelligenza delle cose semplici. La Leaf ha avuto la meglio su cinquantacinque concorrenti iniziali, per poi superare le altre cinque finaliste di categoria – la Škoda Elroq, la Mercedes-Benz CLA, la Hyundai Ioniq 9, la Toyota 4Runner e la Lamborghini Temerario – in un ballottaggio finale che, come ha tenuto a sottolineare la presidente esecutiva del premio, Marta García, è stato caratterizzato da un notevole equilibrio nei voti, sintomo di un’offerta automobilistica oggi quanto mai ricca e diversificata.

Una vittoria costruita sull’accessibilità e sull’autonomia

Il nuovo corso della Leaf, che ne trasforma la silouette da compatta a crossover dalle linee più decise e filanti, ha evidentemente centrato l’obiettivo. La vettura, che viene prodotta nello stabilimento inglese di Sunderland, è disponibile con due tagli di batteria: una da 52 kWh, che garantisce un’autonomia di circa 440 chilometri, e una da 75 kWh, capace di percorrere fino a 622 chilometri con una sola ricarica secondo il ciclo WLTP, un dato che la pone ai vertici della categoria per quanto riguarda la capacità di percorrenza. Ed è proprio questa libertà d’azione, unita a un prezzo di partenza per il mercato italiano fissato a 36.950 euro (che diventano 25.900 euro con l’applicazione degli incentivi statali), ad aver colpito le giurate internazionali. Tanya Gazdik, giornalista per gli Stati Uniti, ha osservato come con la Leaf ci si possa definitivamente lasciare alle spalle l’ansia da ricarica, aggiungendo un particolare tutt’altro che irrilevante: la nuova generazione, nonostante l’inflazione e il salto tecnologico, parte da un prezzo inferiore a quello del modello originale del 2011.

Spazio, comfort e tecnologie al servizio del guidatore

La giuria non ha guardato solo ai numeri. Quello che ha convinto le ottantasei giornaliste è anche la ricaduta pratica di queste scelte progettuali. L’abitacolo, che grazie a un passo di 2.690 millimetri offre una spaziosità generosa per tutti gli occupanti, è stato progettato con un’attenzione ai materiali e alla funzionalità che la collega francese Marie Lizak ha definito appagante: ci si trova davanti a un’auto che offre tutto ciò che ci si aspetta da una moderna elettrica, dal comfort alla praticità, passando per una dotazione tecnologica di primo livello. Il sistema di infotainment integra i servizi Google su schermi che arrivano fino a 14,3 pollici, mentre la suite di ADAS ProPilot Assist garantisce un supporto alla guida di livello 2. Tra le finezze, per gli allestimenti più ricchi, non mancano i sedili anteriori massaggianti e la connettività bidirezionale V2L, che trasforma l’auto in una gigantesca batteria portatile per alimentare dispositivi esterni.

Un riconoscimento che guarda all’essenza della mobilità elettrica

Shereen Shabnam, giurata da Dubai, ha sottolineato come Nissan sia riuscita nell’intento di democratizzare l’accesso alla mobilità a zero emissioni e alle tecnologie di sicurezza più avanzate, rendendole disponibili a un pubblico più vasto. La Leaf, nelle parole della giuria, non è un’auto per pochi intenditori, ma una soluzione matura e intelligente per accompagnare la transizione elettrica di molti automobilisti. Tina Vujanovic, dalla Serbia, ne ha elogiato la versatilità: agilissima nel traffico urbano, grazie anche a un diametro di sterzata ridotto che ne facilita le manovre nei spazi stretti, ma al contempo perfettamente a suo agio anche nei viaggi più lunghi, dove il comfort di marcia e lo spazio a disposizione fanno la differenza. Il design, con la sua nuova veste da crossover coupé, non è passato inosservato e contribuisce a rendere la vettura desiderabile, allontanandola dall’aurea di semplice elettrodomestico che a volte aveva caratterizzato le versioni precedenti.

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