Riaperto nella notte il tratto dell’A4 tra Meolo e San Donà dopo l’incidente tra le due autocisterne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato riaperto intorno alle tre e dieci di questa notte, martedì 10 marzo, il tratto autostradale della A4 rimasto chiuso per quasi un giorno intero a causa del grave incidente che ha visto protagoniste due autocisterne. La circolazione in direzione Trieste, quella più duramente colpita dalle conseguenze del sinistro, è tornata regolare soltanto al termine di un intervento complesso e delicato, durato ore e ore, che ha richiesto l’impiego di una task force composta da decine di persone tra vigili del fuoco, personale di Autostrade Alto Adriatico, polizia stradale e soccorsi meccanici. Il tratto riaperto, quello compreso tra i caselli di Meolo/Roncade e San Donà di Piave, era stato interdetto al traffico dopo il tamponamento avvenuto nella tarda mattinata di lunedì 9 marzo, un incidente che aveva immediatamente fatto temere per conseguenze ben più gravi, visto il materiale trasportato da uno dei mezzi coinvolti.

Le operazioni di messa in sicurezza e il travaso del fenolo

Il lavoro più complesso, quello che ha richiesto ore e ore di lavoro e che ha tenuto con il fiato sospeso gli operatori, ha riguardato la messa in sicurezza del carico di una delle due cisterne coinvolte, la quale trasportava fenolo, una sostanza chimica pericolosa. Prima di poter procedere alla rimozione del mezzo pesante, incidentato e in parte danneggiato dall’urto, è stato necessario avviare le operazioni di travaso del carico, un passaggio obbligato per scongiurare qualsiasi rischio di sversamento o di contaminazione dell’area. I vigili del fuoco, con il supporto del nucleo NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), hanno lavorato senza sosta per svuotare la cisterna in totale sicurezza, un’operazione meticolosa che ha consentito, solo al suo termine, di dichiarare l’intera zona sufficientemente sicura per le fasi successive. Soltanto dopo il completamento del travaso si è potuti intervenire con una gru di grossa taglia per rimuovere il relitto del camion, il quale, ricordiamo, nell’impatto si era ribaltato finendo per invadere parte della carreggiata e danneggiare le barriere di sicurezza laterali.

La riparazione della carreggiata e il ripristino della viabilità

Una volta rimossi i detriti e il mezzo pesante, l’attenzione si è spostata sulle condizioni del manto stradale, inevitabilmente danneggiato dall’urto violento e dal successivo incendio, le cui fiamme, domate dai vigili del fuoco, avevano reso l’asfalto inagibile. Si è reso quindi necessario procedere a un intervento di ripavimentazione del tratto interessato dal sinistro, un’operazione che ha richiesto alcune ore e che ha ulteriormente posticipato la riapertura al transito. La task force, che ha lavorato ininterrottamente per tutta la notte, ha concordato passo dopo passo ogni singola fase dell’intervento, coordinando gli spostamenti e cercando, per quanto possibile, di ridurre i disagi per gli automobilisti, anche se la chiusura prolungata ha inevitabilmente creato code e deviazioni sulle viabilità alternative.

La dinamica dell’incidente e i soccorsi immediati

L’incidente, come accennato, si era verificato intorno alle 11.20 di lunedì 9 marzo al chilometro 420 dell’autostrada A4, all’altezza del comune di Monastier, in provincia di Treviso. Un autoarticolato, stando a una prima ricostruzione, avrebbe tamponato una cisterna che viaggiava davanti a sé, per cause che sono ancora al vaglio della polizia stradale. Nell’impatto, il mezzo tamponante si è ribaltato, prendendo immediatamente fuoco: le fiamme, alte e visibili a chilometri di distanza, hanno reso l’intervento dei vigili del fuoco ancora più urgente e complicato. Uno dei due autisti, quello del mezzo che si è ribaltato, è rimasto ferito e le sue condizioni sono parse subito serie, tanto da richiedere il trasporto d’urgenza in ospedale con l’elisoccorso del Suem 118. L’altro conducente, invece, non ha riportato ferite gravi. La gravità della situazione, con un mezzo in fiamme e un carico pericoloso da mettere in sicurezza, aveva costretto le autorità a chiudere il tratto autostradale in entrambe le direzioni per diverse ore. La direzione verso Venezia era stata successivamente riaperta, ma quella verso Trieste è rimasta a lungo interdetta, con i mezzi costretti a uscire obbligatoriamente ai caselli indicati e a percorrere strade secondarie in attesa che la complessa macchina dei soccorsi e della bonifica portasse a termine il proprio lavoro.

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