Guerra in Ucraina, Zelensky a Bruxelles tra Ue e tensioni con Trump
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Redazione Esteri
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La guerra in Ucraina entra nel secondo giorno del Consiglio Europeo di Bruxelles con Volodymyr Zelensky impegnato a chiedere un rafforzamento del sostegno europeo, mentre Donald Trump torna ad attaccarlo pubblicamente. Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, iniziato il 15 ottobre, dedica la giornata del 16 ottobre a Ucraina, difesa e sicurezza, Medio Oriente e migrazioni. Sullo sfondo pesa il deterioramento dei rapporti tra Kiev e Washington, aggravato dal fallimento della tregua energetica annunciata dal presidente americano.
Zelensky cerca sostegno dai leader europei
Prima del Consiglio Europeo, il presidente ucraino ha incontrato a Bruxelles Emmanuel Macron e il segretario generale della Nato Mark Rutte. Il colloquio con il presidente francese è stato definito da Zelensky molto proficuo e si è concentrato sulle modalità per contrastare gli attacchi russi. Parigi ha confermato la necessità di fornire a Kiev i mezzi necessari per difendersi, mentre il confronto con Rutte ha riguardato il sostegno degli Alleati e l’attuazione del cessate il fuoco nel settore energetico.
Il presidente ucraino ha indicato anche alcuni risultati concreti del confronto con la Francia. Entro la fine di ottobre sono previsti nuovi pacchetti destinati a rafforzare l’aviazione da combattimento, mentre procede il progetto europeo di difesa antibalistica Freyja, indicato come operativo entro la fine dell’anno. Zelensky ha inoltre riferito che tutte le licenze promesse dalla Francia per la produzione di armamenti destinati all’Ucraina sono già state ottenute. La richiesta rivolta agli alleati riguarda adesso la trasformazione di questi accordi in capacità operative.
La tregua energetica si rompe tra accuse reciproche
La tregua energetica annunciata da Trump l’11 ottobre non ha prodotto uno stop duraturo agli attacchi. Il presidente americano aveva dichiarato che Russia e Ucraina avevano accettato di interrompere i raid contro le rispettive infrastrutture energetiche, ma Mosca non ha confermato formalmente un accordo negoziato e i bombardamenti sono proseguiti. Kiev sostiene che la Russia abbia ignorato l’iniziativa, mentre Mosca accusa l’Ucraina di aver fatto saltare gli sforzi americani per fermare le ostilità.
La rottura della pausa ha avuto una conseguenza immediata anche sul piano militare. Il 15 ottobre l’Ucraina ha ripreso a colpire infrastrutture petrolifere russe, compresa una raffineria nella regione di Ryazan, dopo avere sostenuto che Mosca continuava a bombardare gli impianti energetici ucraini. Nello stesso periodo un attacco russo con droni ha colpito infrastrutture energetiche a Luc'k, provocando interruzioni della corrente. Zelensky ha accusato Mosca di sfruttare anche le difficoltà registrate nel funzionamento di Starlink per aumentare i danni alle strutture indispensabili alla vita quotidiana.
Lo scontro tra Trump e Zelensky si inasprisce
La crisi sul fronte energetico si intreccia con una nuova fase di forte tensione tra la Casa Bianca e Kiev. In un’intervista a Newsmax, Trump ha dichiarato di non essere un sostenitore di Zelensky e di considerare il presidente ucraino più difficile da trattare rispetto a Vladimir Putin. Il presidente americano ha anche criticato la ripresa degli attacchi contro le raffinerie russe, sostenendo che possano contribuire all’aumento del prezzo mondiale del petrolio.
Il deterioramento dei rapporti è stato accompagnato dalle difficoltà nell’utilizzo di Starshield, la versione militare del sistema satellitare collegato a SpaceX, impiegato dall’Ucraina per comunicazioni operative e guida dei droni. Secondo quanto riportato da Reuters, una limitazione del servizio avrebbe ostacolato alcune attività militari ucraine; successivamente il sistema sarebbe stato ripristinato con restrizioni. La questione ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione proprio mentre Kiev cerca nell’Europa un sostegno più forte sul piano militare e politico.
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