La Medusa cambia passo: Pieter Mulier è il nuovo direttore creativo di Versace
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La storia di Versace, che si intreccia da quasi mezzo secolo con le evoluzioni della moda italiana e internazionale, si appresta a voltare pagina con una scelta precisa e carica di aspettative. Il Gruppo Prada, che ha portato a compimento l'acquisizione della maison lo scorso dicembre, ha infatti designato il designer belga Pieter Mulier come nuovo direttore creativo, a partire dal prossimo primo luglio. Una nomina che arriva a distanza di pochi mesi dalla precedente, e breve, direzione di Dario Vitale, conclusasi dopo appena otto mesi e una sola collezione presentata a Milano, e che segna uno dei primi atti strategici del brand sotto la nuova proprietà.
Un passaggio di consegne strategico nel nuovo corso Prada
L’ingresso di Mulier, il quale attualmente ricopre lo stesso incarico presso la maison Alaïa dove ha impresso una visione architettonica e una femminilità potente, non rappresenta un semplice avvicendamento. Si configura piuttosto come la scelta operata per traghettare il marchio della Medusa verso un futuro che, pur restando ancorato al suo DNA fondativo, necessita di un rinnovamento radicale. Questo passaggio, del resto, avviene in un momento di profondo cambiamento per Versace, che dopo l'uscita di Donatella Versace dalla direzione creativa — figura che per oltre trent'anni ne ha plasmato l'estetica e che oggi riveste il ruolo di ambasciatrice globale — e dopo il cambio della proprietà, aveva bisogno di una guida in grado di coniugare autorevolezza e una prospettiva fresca.
Il profilo del designer chiamato a reinterpretare l'eredità
La decisione di affidare le redini creative a Pieter Mulier, la cui nomina è stata ufficializzata congiuntamente da Versace e dal Gruppo Prada, sembra rispondere all'esigenza di trovare un interprete sensibile e al contempo innovativo per un patrimonio iconico. Il designer belga, noto per un approccio al design che unisce rigore formale e una sensibilità contemporanea, sarà chiamato a dialogare con l'eredità lasciata dal fondatore Gianni Versace nel 1978 e successivamente sviluppata, senza soluzione di continuità, dalla sorella Donatella. Un compito complesso, che richiederà di distillare i codici esuberanti e glamour del brand per adattarli al linguaggio attuale, senza tradirne l'anima.
Le sfide e il timing di un inizio annunciato
L'avvio ufficiale del suo mandato, fissato per l'estate prossima, lascia intendere che la transizione sia stata pianificata con attenzione, dando a Mulier il tempo necessario per sviluppare una prima proposta che, con ogni probabilità, sarà presentata durante una delle prossime settimane della moda milanese. Il suo lavoro, che si svilupperà sotto la supervisione dell'esecutivo di Prada Lorenzo Bertelli, dovrà dunque bilanciare il rispetto per un'identità visiva fortissima con la necessità di scrivere un nuovo capitolo, in un panorama industriale e competitivo profondamente mutato. La scelta di un profilo come il suo, che viene dal mondo dell'alta moda francese ma con una solida esperienza internazionale, indica la volontà di guardare al marchio con occhi diversi, puntando su una cifra stilistica riconoscibile ma aggiornata, capace di attrarre una clientela globale.




