Da Gianni ai fratelli, una storia italiana

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Donatella Versace, con un gesto semplice e diretto, ha posto fine alle speculazioni che da mesi circolavano attorno al futuro del marchio fondato dal fratello Gianni. Postando una foto insieme a Miuccia Prada sul suo profilo Instagram, seguito da 12,4 milioni di persone, ha scritto: «Sono assolutamente felice che Versace entri a far parte della famiglia Prada. Gianni e io abbiamo sempre avuto grande ammirazione per Miuccia, Patrizio e la loro famiglia».

Quella che poteva sembrare una semplice dichiarazione di stile è, in realtà, l’epilogo di un’operazione finanziaria da 1,25 miliardi di euro, conclusa il 10 aprile con l’acquisizione di Versace da parte del Gruppo Prada. Un passaggio di proprietà che riporta il brand sotto controllo italiano dopo anni di gestione statunitense, prima con Capri Holdings e, in precedenza, con il fondo Blackstone.

La transazione, che ha visto Prada prevalere su altre offerte – tra cui quella di Renzo Rosso, patron di Diesel –, è stata accolta con favore dal mercato. A Hong Kong, dove il gruppo è quotato, il titolo ha chiuso in rialzo del 2,4%, segnale di fiducia degli investitori in un’operazione che Patrizio Bertelli, presidente di Prada, ha definito «strategica». «Volevamo quel brand per la sua storia e la sua identità», ha spiegato, sottolineando come Versace rappresenti un tassello fondamentale nel panorama del lusso italiano.

Per Donatella, che dopo l’assassinio del fratello nel 1997 ne ha raccolto l’eredità creativa, si apre una nuova fase. Non più direttrice artistica – ruolo che passerà a Dario Vitale – ma Brand Ambassador, continuando a incarnare lo spirito di un marchio che, nonostante le traversie, ha mantenuto intatta la sua carica iconica.

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