Piazza Affari chiude il 2025 a livelli record, Telecom Italia raddoppia mentre Ferrari arretra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato azionario italiano ha archiviato una delle sue migliori performance di sempre, chiudendo l’esercizio 2025 su livelli che non si vedevano da un quarto di secolo, in un contesto globale che ha visto le borse asiatiche e sudamericane primeggiare. Il Ftse Mib, infatti, dopo aver toccato i circa 34.000 punti alla fine dello scorso anno, ha chiuso l’ultima seduta del 2025 con un rialzo dell’1,14%, portandosi a ridosso dei 45.000 punti e segnando un guadagno complessivo annuo del 31,5%. Un risultato che, seppur straordinario, non è bastato per garantire al listino di Milano un posto sul podio delle principali borse mondiali, dove si sono piazzate Seul, con un balzo del 76%, Madrid e San Paolo. Il dinamismo delle piazze finanziarie, del resto, ha premiato soprattutto i settori legati all’intelligenza artificiale e alla difesa, temi che hanno trainato in particolare il mercato coreano.

I protagonisti e gli antagonista del rally milanese

All’interno del quadro eccezionale generale, però, si sono registrate dinamiche settoriali e societarie diametralmente opposte, con veri e propri campioni e altrettanti fanalini di coda. In cima alla classifica dei performer, svettando con un incremento che ha superato il 140%, si è posizionato Fincantieri, dimostrando una vitalità inaspettata. Al suo fianco, Telecom Italia ha compiuto un’impresa degna di nota, facendo registrare un rialzo del 108% e più che raddoppiando il proprio valore, un segnale interpretato dagli analisti come un voto di fiducia del mercato sulle sue prospettive di riorganizzazione. Diverso, e per certi versi sorprendente, il destino di altre realtà emblematiche: Enel e Poste Italiane, ad esempio, hanno mostrato una tendenza difensiva, contenendo gli entusiasmi del listino.

Il crollo di un simbolo

La nota stonata più eclatante, in un concerto di rialzi, è arrivata invece da Maranello. Ferrari, il cavallino rampante, ha infatti vissuto il suo peggior anno da quando è quotata in borsa, subendo un crollo che l’ha relegata in fondo alla classifica dei titoli del Ftse Mib. Un dato che stride profondamente con l’andamento trionfale dell’indice principale e che getta un’ombra sulle performance del settore dei beni di lusso o, quantomeno, su specifiche dinamiche aziendali. L’episodio conferma, qualora ce ne fosse bisogno, come nei mercati finanziari non esistano certezze assolute e come i cicli di favore per determinati comparti o società possano invertirsi in modo brusco, a prescindere dal sentimento generale.

Il contesto internazionale e le ombre della cronaca nera

Mentre i numeri della finanza disegnavano questo scenario, altre pagine di cronaca, purtroppo, ricordavano che la realtà spesso supera la finzione. Le inchieste giudiziarie su alcuni gravi fatti di sangue hanno continuato a procedere, con gli investigatori che hanno lavorato meticolosamente per ricostruire dinamiche e responsabilità. Senza scendere in dettagli inutili o morbosi, è doveroso segnalare come il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura prosegua senza sosta, affrontando casi complessi che scuotono l’opinione pubblica e che richiedono tempo e rigore per essere risolti, in un percorso dove la ricerca della verità giudiziaria segue i suoi impervi binari.

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