Gurgl, slalom in chiaroscuro per l'Italia: Vinatzer decimo, Sala ripescato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quella, per i colori azzurri, non doveva essere la sua giornata sul muro di Gurgl, nella seconda tappa stagionale di slalom, dove i riflettori guardavano altrove. Su Clément Noël, il più celebrato, quello che piega le porte come fosse una calligrafia, e su Steven Amiez, il francese più atteso e più analizzato, che per due volte ha visto il podio sfuggirgli per un soffio. Il gardenese Alex Vinatzer, che non può certo accontentarsi del diciannovesimo posto ottenuto in Finlandia, ha compiuto un passo in avanti significativo, chiudendo la prima manche in decima posizione e aggrappandosi a quella zona della classifica che, se mantenuta, potrebbe riservare sorprese nella seconda frazione. Un risultato che, se da un lato offre un barlume di competitività, dall'altro non può oscurare le difficoltà di una squadra che, dopo l'apertura in cui Tobias Kastlunger aveva parzialmente salvato il bilancio con un dodicesimo posto, fatica a trovare continuità.

La qualificazione azzurra e il colpo di scena

Se Vinatzer ha centrato l'obiettivo di piazzarsi tra i primi dieci, a poche centesimi dal belga Armand Marchant e dal francese Paco Rassat – i quali, non a caso, hanno definito la loro prestazione "il sogno di una vita" –, l'altro volto della squadra italiana, Tommaso Sala, ha vissuto invece un momento di pura suspance. Il suo ventiseiesimo tempo, infatti, lo aveva inizialmente escluso dalla seconda manche, un epilogo amaro per chi aveva dichiarato: "Per me era importante, ho fiducia in quello che sto facendo". Un colpo di scena, però, ha riscritto il suo destino: la squalifica del croato Filip Zubčić, ventiduesimo, ha aperto la porta a un incredibile ripescaggio, consegnando a Sala la prima pista nella seconda frazione e una chance inattesa di riscatto.

Il dominio scandinavo e le delusioni francesi

In vetta alla classifica, dopo la prima manche, si è imposto il norvegese Atle Lie McGrath, che ha preceduto di diciassette centesimi il finlandese Eduard Hallberg e lo svizzero Tanguy Nef, a loro volta appaiati a pari merito. Un avvio di gara che ha visto, loro malgrado, alcuni dei favoriti doversi accontentare di posizioni di rincalzo: Clément Noël, ad esempio, ha chiuso al settimo posto, mentre per Steven Amiez, quarto a Gurgl un anno fa e quarto a Wengen pochi mesi addietro, si è materializzato un sedicesimo posto che lascia l'amaro in bocca. "Ho provato a spingere, ma presto ho perso il ritmo", ha ammesso il francese, la cui delusione risuona come un'eco delle aspettative tradite.

L'attesa della seconda manche

Con l'eliminazione di Zubčić e il conseguente ripescaggio di Sala, il quadro della competizione si è ridefinito in extremis, offrendo all'Italia un secondo rappresentante nella fase decisiva. L'appuntamento per la seconda manche, previsto per le 13.30, si carica così di un significato particolare per la spedizione azzurra, chiamata a confermare i progressi di Vinatzer e a capitalizzare l'inaspettata opportunità concessa a Sala. Mentre i tecnici, tra cui Mauro Pini, analizzano i dati della prima prova, l'attenzione si sposta ora sul tracciato finale, dove i primi trenta classificati si sfideranno per il podio, in una giornata che si è rivelata, contro ogni pronostico, ricca di colpi di scena.

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