Paco Rassat, trionfo a sorpresa a Gurgl. Marchant scrive la storia del Belgio
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Redazione Sport
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Il pandemonio, quello vero e calcolato che solo uno slalom di Coppa del Mondo sa regalare, si è scatenato sulle piste di Gurgl, dove l’imprevedibilità ha dettato legge in una seconda manche che ha riscritto classifiche e destini. Mentre molti dei big, partiti con il favore dei pronostici, hanno visto svanire le proprie ambizioni tra un palo e l’altro, Paco Rassat, francese di Chambery classe 1998, ha costruito la sua impresa con una discesa di pura applicazione, la quale, partendo dalla quattordicesima posizione, lo ha proiettato in una dimensione inedita. La sua rimonta, una delle più incisive degli ultimi anni in questa specialità, ha infatti fruttato non solo il primo podio in carriera ma addirittura la prima vittoria, coronando con un successo inatteso anni di lavoro certosino; un capolavoro personale che ha sorpreso tutti, lui in primis, e che ha dimostrato come, in uno slalom maschile, i valori in campo possano ribaltarsi nel giro di pochi, decisivi secondi.
Il podio storico per il Belgio e la delusione di Nef
A rendere ancor più speciale la giornata altoatesina è stato il secondo posto di Armand Marchant, che ha regalato al Belgio un traguardo storico: quello dello sciatore di origine vallona, infatti, è il primo podio assoluto per la nazione in uno slalom di Coppa del Mondo, un risultato che apre un nuovo capitolo per uno sport tradizionalmente dominato da altre potenze. La sua gara, condotta con freddezza nonostante la pressione, è stata di fatto perfetta, mancando il sorpasso in vetta per soli sette centesimi. A completare il podio, a nove centesimi dal francese, è giunto il norvegese Atle Lie McGrath, mentre le luci della ribalta si sono spente per Tanguy Nef. Lo svizzero, secondo al termine della prima frazione, non è riuscito a mantenere la posizione nel calderone della seconda manche, uscendo sconsolato dalla lotta per i primi tre posti e vedendo così sfumare ancora una volta l’agognato approdo nel club ristretto dei primi tre.
L'Italia e il ripescaggio di Sala
Sul fronte italiano, la giornata è stata caratterizzata da un mix di amarezza e speranza. Alex Vinatzer, partito con il decimo tempo, ha combattuto nella seconda manche ma non è riuscito a inserirsi nella mischia per le posizioni di vertice, chiudendo una gara che lascia comunque presupporre una condizione competitiva. La vicenda più singolare ha invece avuto come protagonista Tommaso Sala, il quale, inizialmente escluso dalla seconda prova in quanto primo degli atleti fuori dalla soglia dei trenta, ha beneficiato di un incredibile ripescaggio. La squalifica, comunicata a caldo, del croato Filip Zubcic, che aveva chiuso con il ventiduesimo tempo, ha infatti spalancato a Sala la porta per la seconda manche, dalla quale è però partito con il fardello di dover aprire la pista, un compito sempre delicato che non gli ha permesso di lottare per la top 30.
Una specialità dove tutto è possibile
L’evento ha confermato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che lo slalom maschile rappresenta il più grande spettacolo dell’intero circo bianco, una disciplina dove l’esito è sempre in bilico fino all’ultimo cancello e dove una dozzina di atleti possono ragionevolmente ambire al successo. Le rimonte, favorite da tracciati sempre più tecnici e da condizioni della neve che evolvono rapidamente, restano all’ordine del giorno, creando quella suspense che distingue la specialità dal suo omologo femminile, generalmente più prevedibile. A Gurgl, molti di quelli che la vigilia erano indicati come favoriti hanno dovuto arrendersi alla legge dello slalom, che premia non solo il talento ma anche la capacità di resistere alla pressione psicologica in un contesto dove il minimo errore viene pagato a caro prezzo.




