Bimba scomparsa a Cosenza: la pista della talpa nella clinica
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Redazione Interno
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L'inchiesta sul rapimento della piccola Sofia, avvenuto nella clinica Sacro Cuore di Cosenza, si arricchisce di nuovi dettagli. Rosa Vespa, la donna accusata del sequestro, avrebbe orchestrato un complesso piano per simulare una gravidanza e ingannare il marito, Moses Omogo Chiediebere. Secondo le indagini della squadra mobile, una talpa all'interno della clinica avrebbe fornito a Rosa ecografie, test di gravidanza e persino un foglio di dimissioni, documenti che la donna ha poi falsificato per convincere il marito della sua presunta gravidanza.
Rosa Vespa, attualmente in carcere, ha dichiarato di aver agito da sola e di non aver mai messo in pericolo la vita della neonata. Le chat di WhatsApp tra Rosa e il marito, riportate da Quarto Grado, mostrano come la donna sia riuscita a mantenere la farsa per nove mesi, evitando che Moses scoprisse la verità. In una delle conversazioni, Rosa scrive al marito: "Non ti fanno entrare in ospedale, ma ho partorito. Il nostro miracolo è arrivato".
L'avvocato di Rosa, Teresa Gallucci, ha affermato che la sua assistita non è una criminale e che non aveva intenzione di fare del male a nessuno. Tuttavia, il gip cosentino ha confermato la custodia cautelare per la donna, mentre il marito è stato scarcerato, essendo stato ritenuto estraneo ai fatti.
Le indagini proseguono per identificare eventuali complici e chiarire il ruolo della talpa nella clinica.




