Coltello da 13 centimetri nello zaino a Trepuzzi, la dirigente: “Il bimbo non ha capito la gravità del gesto”
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Redazione Interno
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Un coltello da cucina con una lama di 13 centimetri, nascosto nello zainetto insieme ai quaderni. È quanto è stato trovato giovedì mattina in una classe seconda di una scuola elementare dell’istituto comprensivo di Trepuzzi, in provincia di Lecce. A dare l’allarme è stato un compagno di classe del bambino, che ha subito avvertito l’insegnante. È bastato un controllo nello zainetto per scoprire l’arma bianca.
Immediatamente è stata allertata la dirigenza scolastica e, in pochi minuti, a scuola sono arrivati i genitori del piccolo e i carabinieri della stazione locale, oltre ai servizi sociali del Comune.
La ricostruzione della dirigente scolastica
A ricostruire l’accaduto è stata la dirigente dell’istituto, Anna Maria Valzano, che ha raccontato come la segnalazione sia arrivata mentre si trovava fuori sede. “Ieri intorno alle 14,15 appena rientrata a scuola ho ricevuto una foto da una mia collaboratrice con l’immagine di un coltello”, ha spiegato. La dirigente ha poi convocato la maestra, che le ha riferito come una bambina avesse attirato l’attenzione dell’insegnante segnalando la presenza dell’oggetto nello zaino del compagno.
Secondo quanto ricostruito, il bambino non avrebbe mai tirato fuori né utilizzato il coltello, che sarebbe rimasto chiuso nello zainetto per l’intera mattinata.
Le spiegazioni del bambino e le ipotesi degli inquirenti
Interrogato sul perché avesse portato un coltello a scuola, il bambino avrebbe risposto che gli serviva per tagliare l’anguria durante la pausa pranzo. Una versione che, secondo la dirigente, dimostra come il piccolo non abbia compreso fino in fondo la gravità del gesto compiuto. Su un binario diverso si muovono invece gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla Procura per i minorenni di Lecce. Gli investigatori stanno verificando l’ipotesi che il bambino possa essere stato spinto da un compagno a portare il coltello in classe, come conseguenza di una lite precedente con altri scolari.
Il litigio potrebbe essere scatenato dal furto di un oggetto che il bambino aveva portato a scuola alcuni giorni prima. Prima di mostrare la lama al presunto destinatario del gesto intimidatorio, il piccolo l’avrebbe fatta vedere a un altro compagno, che ha subito avvisato l’insegnante.
Il quadro normativo e le procedure attivate
L’episodio riporta l’attenzione sul quadro normativo in materia di oggetti atti ad offendere all’interno degli edifici scolastici. Il decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha esteso il divieto di porto di armi od oggetti atti ad offendere, vietando di portare fuori della propria abitazione coltelli e strumenti dotati di lama affilata o appuntita. Il provvedimento prevede anche il divieto di vendita e cessione di questi oggetti ai minori di 18 anni.
In base alla nuova norma, il possesso di tali oggetti in ambito scolastico configura non solo una grave violazione disciplinare, ma assume rilevanza penale. Per i minorenni di età compresa tra i 14 e i 18 anni è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni, giudicata dal Tribunale dei minori, con l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
La posizione del sindaco di Trepuzzi
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Maria Taurino, che ha invitato la cittadinanza a evitare allarmismi. “Da sindaco intendo rassicurare l’opinione pubblica e i genitori del Comprensivo Scolastico di Trepuzzi. La situazione è sotto controllo ed è seguita con la massima attenzione dalla Direzione scolastica di concerto con i Servizi Sociali del Comune di Trepuzzi e le autorità competenti”, ha dichiarato in una nota.
Il primo cittadino ha poi aggiunto: “Preso atto della delicatezza della vicenda che, voglio ricordare a tutti, coinvolge minori, invito i miei concittadini a non assumere atteggiamenti di allarmismo. Quanto accaduto certamente ci porta ad accendere un faro su un fatto critico che non può e non ci deve lasciare indifferenti, ma al contempo invito tutti a non cadere nel pettegolezzo delle fughe di notizie generate da illazioni o strumentalizzazioni”.
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