Bimbo di 7 anni con coltello da 13 cm nello zaino a Trepuzzi, la preside: “Non ha compreso la gravità del gesto”

Bimbo di 7 anni con coltello da 13 cm nello zaino a Trepuzzi, la preside: “Non ha compreso la gravità del gesto”
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un coltello da cucina con una lama di 13 centimetri nascosto nello zainetto, portato a scuola per tagliare i cocomeri durante la pausa pranzo. È la spiegazione che un bambino di 7 anni ha fornito alla dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di Trepuzzi, in provincia di Lecce, dopo che l'oggetto è stato trovato nel suo zaino. L'episodio risale alla mattinata di giovedì 24 settembre 2026, quando un compagno di classe ha notato la presenza dell'utensile e ha lanciato l'allarme all'insegnante.

La dirigente scolastica Anna Maria Valzano ha raccontato di essere stata informata intorno alle 14,15, al rientro a scuola, attraverso la foto di un coltello inviata da una collaboratrice. La maestra ha poi ricostruito l'accaduto: una bambina di seconda elementare ha attirato l'attenzione dell'insegnante riferendo che il compagno aveva con sé un coltello. Il controllo dello zainetto ha confermato la presenza dell'arma bianca, un coltello da cucina lungo 13 centimetri.

Le parole della preside e la ricostruzione del gesto

La dirigente ha riferito le parole del bambino: «Come giustificazione mi ha detto che il coltello gli sarebbe servito per tagliare dei cocomeri durante la pausa pranzo». Secondo Valzano, il piccolo non avrebbe compreso la gravità del gesto, mentre i compagni sono rimasti spaventati. La cura principale del personale è stata quella di riportare immediatamente la calma tra gli alunni.

Subito dopo il ritrovamento è stata allertata la dirigenza scolastica. A scuola sono arrivati i genitori del bambino e i carabinieri della stazione locale. Sono stati attivati anche i servizi sociali del Comune di Trepuzzi, che stanno seguendo la vicenda insieme alla direzione scolastica e alle autorità competenti. Il coltello, secondo quanto emerso, non sarebbe stato mostrato né utilizzato dal bambino prima della segnalazione.

Le verifiche della procura per i minorenni e l'ipotesi della lite

Gli accertamenti dei carabinieri sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Lecce. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire come il coltello sia finito nello zaino e se il bambino fosse consapevole di averlo con sé. Secondo quanto si apprende, il piccolo potrebbe essere stato spinto da un compagno a portare il coltello in classe come conseguenza di una lite precedente con altri scolari. Il litigio potrebbe essere stato scatenato dal furto di un oggetto che il bambino alcuni giorni prima aveva portato a scuola.

Prima di mostrare la lama al possibile destinatario del gesto intimidatorio, il piccolo avrebbe fatto vedere il coltello a un altro compagno, che ha subito avvisato l'insegnante.

Quello che è emerso fino a ora è che alla base del gesto non ci sarebbe stata la volontà di offendere, ma al più di intimidire o probabilmente difendersi. La famiglia, già sentita da chi sta ricostruendo i fatti, è sotto choc e i genitori hanno dichiarato di non sapere nulla. Se l'alunno abbia avuto intenzione di usare il coltello, di darlo a qualcuno o se si sia trattato di un atto dimostrativo, intimidatorio, forse istigato da un altro compagno, saranno servizi sociali e magistrati minorili ad accertarlo.

L'appello del sindaco a evitare allarmismi

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Maria Taurino, con una nota per «rassicurare l'opinione pubblica e i genitori del Comprensivo Scolastico di Trepuzzi. La situazione è sotto controllo ed è seguita con la massima attenzione dalla Direzione scolastica di concerto con i Servizi Sociali del Comune di Trepuzzi e le autorità competenti». Taurino ha poi aggiunto: «Preso atto della delicatezza della vicenda che, voglio ricordare a tutti, coinvolge minori, invito i miei concittadini a non assumere atteggiamenti di allarmismo».

Il primo cittadino ha inoltre invitato a non cadere «nel pettegolezzo delle fughe di notizie generate da illazioni o strumentalizzazioni», sottolineando che le istituzioni sono al lavoro per ricostruire i fatti. «Da genitore, comprendo anche lo stato d'animo dei familiari coinvolti e per questo chiedo a tutti la massima prudenza», ha concluso Taurino. L'episodio di Trepuzzi arriva nei giorni in cui in altre scuole d'Italia, da Roma a Lamezia Terme, altri studenti più grandi hanno portato coltelli a scuola, con conseguenze però ben più gravi.

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