Lo State of Play di giugno 2026 accende la macchina del consenso tra garrigli di adamantio e colpi di scena narrativi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’onda lunga dell’estate dei videogiochi, quella che un tempo chiamavamo “periodo dell’E3” e che oggi rappresenta un crogiolo frammentato ma vitale per l’industria, si è infranta ieri contro le sponde dello State of Play di PlayStation con una violenza – è proprio il caso di dirlo – quasi catartica.
In un settore che spesso fatica a scrollarsi di dosso una certa apatia comunicativa, l’evento di giugno ha rappresentato un bivio strategico piuttosto netto per Sony, capace di congelare l’attenzione globale non tanto per la quantità delle uscite, ma per la qualità chirurgica di una scaletta che ha voluto mettere subito le mani avanti. La casa nipponica ha infatti scelto di aprire le danze con quello che probabilmente rappresenta il suo cavallo di battaglia per l’autunno, affidando a Insomniac Games il compito di brandire le lame di Marvel's Wolverine per tagliare la testa al toro.
E se c’era un rischio, quello di deludere le aspettative dopo anni di attesa per questo titolo, il lungo segmento dedicato all’artiglio più famoso del fumetto sembra averlo scongiurato con una messa in scena che non lesina né sangue né pathos.
Il ritorno di Logan tra ferocia lineare e cooperazione telecinetica
Con una data di lancio – il 15 settembre 2026 – ormai scolpita nel calendario, Marvel's Wolverine ha rubato la scena fin dai primi minuti, mostrando un crisma narrativo ben diverso da quello, più rilassato, dei recenti Spider-Man.
L’esteso video di gameplay, della durata di oltre sette minuti, ci ha riportati in una ambientazione industriale e degradata, dove inseguiamo alcuni Morlock rapiti da una milizia cibernetica; quello che ne esce è un gioco “lineare e fortemente narrativo” – come lo hanno definito gli stessi sviluppatori – che abbandona le distese open world di New York per concentrarsi sulla brutalità corpo a corpo.
Logan non si limita a combattere, ma squarcia, trafigge e macina nemici con una ferocia che richiama alla mente certe atmosfere di God of War; gli artigli di adamantio, in quest’ottica, diventano un’estensione della furia del giocatore, alimentata da una barra della rabbia che amplifica l’aggressività in una danza macabra e coreografata.
A spezzare questa solitudine violenta ci pensa Jean Grey, apparsa in carne e ossa pixelate per assistere Logan in mosse finali cooperative; la loro alleanza, però, non basta a impedire che i prigionieri vengano caricati su un convoglio, innescando un inseguimento ad alta velocità – un segmento che promette di variare il ritmo dell’azione. Non mancano poi i camei più iconici: Sabretooth, Mystique, Omega Red e le mastodontiche Sentinelle fanno capolino nel trailer, suggerendo un cast di supporto fitto e minaccioso.
L’ascesa di un nuovo asso nei cieli di Strangereal
Se Wolverine rappresenta la punta di diamante del parco esclusive, a rubare la scena nella fascia media della conferenza ci ha pensato Bandai Namco con Ace Combat 8: Wings of Theve. Il titolo, attesissimo dagli appassionati della simulazione di volo ad alta tensione, ha finalmente ufficializzato la sua data d’uscita: il 2 ottobre su PlayStation 5, con accesso anticipato per i possessori della Deluxe Edition a partire dal 29 settembre.
Quello che distingue questo capitolo, al di là del ritorno nella fittizia terra di Strangereal, è la sceneggiatura affidata a片渕須直, lo stesso mente di Ace Combat 5 e del film d’animazione “In questo angolo di mondo”; una scelta che promette di restituire al gioco quella profondità geopolitica che mancava da tempo. Ci troviamo infatti nel 2029, con la Federazione della Centro Usea invasa dalla Repubblica di Sotoa: il giocatore, scampato alla distruzione, viene raccolto su una vecchia portaerei di nome Endurance, dove assume il ruolo di comandante dello squadrone Joker.
Tra le novità di gameplay, spicca la possibilità di pilotare velivoli da guerra elettronici – una prima per la serie – e l’introduzione di una “corazzata terrestre” lunga 450 metri, un boss mobile che sembra uscito da un incrocio tra un incrociatore e un grattacielo; e a chi prenoterà il gioco, verrà regalato l’intero Ace Combat Zero rimasterizzato, un’operazione nostalgia che sa di intelligente strategia di mercato.
Folklore giapponese, spade maledette e il ritorno dei platform
Non si può dire che Sony abbia lesinato sul fronte delle sorprese meno mainstream, anzi. La conferenza ha regalato spazio a Kemuri, la nuova creatura di Ikumi Nakamura (già volto noto per il lavoro su Ghostwire: Tokyo), che ha mostrato ulteriori scorci di quel suo action cooperativo dedicato alla caccia agli yokai in un Giappone oscuro e spirituale.
Dall’altra parte della barricata stilistica, Onimusha: Way of the Sword ha finalmente rivelato la sua data d’uscita – 25 settembre – accompagnata dall’annuncio di una demo immediatamente disponibile; Capcom sembra voler riportare in auge la serie con un’anima più cupa e un combat system che strizza l’occhio a Sekiro, con tanto di protagonista storico come Miyamoto Musashi.
E che dire del ritorno di Rayman? Rayman Legends Retold si è presentato al pubblico con un’estetica vivida e una conferma: il salto sarà disponibile dal 1 ottobre, riproponendo quel mix di level design geniale e musicalità che rese celebre il titolo originale. Infine, un pensiero va ai fan dell’orrore, accontentati da Silent Hill: Townfall (datato 24 settembre) e dalla rivelazione a sorpresa di Until Dawn 2, affidato stavolta alle cure di Firesprite, che promette di portare una squadra di cacciatori di fantasmi su un’isola infestata nella spasmodica ricerca di like virali.
La svolta mitologica e l’affondo sulle terze parti
Il gran finale dello State of Play ha però riservato il colpo di scena più chiacchierato, quello che trasforma una leggenda metropolitana in realtà. God of War Laufey è ufficiale: Sony Santa Monica sta sviluppando uno spin-off (o forse un intermezzo) dedicato interamente a Faye, la possente compagna di Kratos la cui morte dava il via alle avventure del 2018.
Lasciando da parte l’ascia e il caos della mitologia norrena classica, il gioco – ambientato in una sorta di aldilà degli dei chiamato “Neverwhen” – promette un combat system più votato alla magia e all’agilità, discostandosi dalla fisicità pesante del padre di Atreus. Una mossa coraggiosa, che dimostra come PlayStation intenda espandere i suoi brand più forti non solo in larghezza (sequel) ma anche in profondità narrativa, esplorando personaggi marginali diventati improvvisamente centrali.
In mezzo a queste uscite first-party, non sono mancate le presenze di prestigio delle terze parti: dal remake di Tomb Raider: Legacy of Atlantis (posticipato al 2027 ma mostrato in un trailer più corposo) al ritorno delle macchine controllate da Jesse Faden in Control Resonant, passando per lo sporco e sanguinolento horror di ILL. Un mix variegato, quello messo in campo da Sony per questo giugno 2026, che ha saputo dosare sapientemente la violenza viscerale, l’adrenalina bellica e la sperimentazione artistica.
La macchina delle vendite è stata appena messa in moto, e i prossimi mesi ci diranno se questo carrozzone saprà mantenere le promesse.




