Frenata inattesa per l’economia italiana: il Pil del secondo trimestre segna -0,1%
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Redazione Economia
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L’economia italiana ha mostrato segni di affaticamento nel secondo trimestre del 2025, con una flessione dello 0,1% del Pil rispetto ai tre mesi precedenti, mentre su base annua la crescita si attesta al +0,4%. I dati diffusi dall’Istat, seppur preliminari e privi del dettaglio sulle singole componenti della domanda, disegnano un quadro in cui il rallentamento – più marcato del previsto – trova spiegazione in due fattori principali: il calo del settore primario, che include agricoltura e pesca, e quello dell’industria.
Se nel primo trimestre l’aumento congiunturale era stato dello 0,3%, trainato in parte da un effetto frontloading sulle esportazioni, ora quell’impulso si è esaurito, e la domanda interna non è riuscita a colmare il vuoto. Le reazioni del mondo produttivo, pur riconoscendo la fisiologica alternanza di fasi espansive e recessive, sottolineano come la prospettiva resti complessivamente positiva, a differenza delle letture più pessimistiche che emergono da alcune forze politiche.
La crescita acquisita per il 2025 rimane ferma allo 0,5%, invariata rispetto alle ultime proiezioni. Un dato che, se confermato nei prossimi aggiornamenti, segnalerebbe una sostanziale stagnazione, lontana dagli slanci registrati in altri Paesi europei. L’assenza di dettagli sulle componenti del Pil – consumi, investimenti, export – lascia per ora aperte le domande sulle cause profonde del rallentamento, ma l’Istat ha già annunciato che le stime definitive, previste tra un mese, potranno offrire un’analisi più strutturata.




