Scaroni e il Milan, tra bilanci da record e scelte senza affetti
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Redazione Sport
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Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha tracciato un bilancio di solidità economica senza precedenti per il club rossonero, il quale, nell’esercizio chiuso al giugno del 2025, ha registrato il terzo utile consecutivo – un risultato mai raggiunto prima – con ricavi che sfiorano i cinquecento milioni di euro. Questo traguardo, che pure si staglia come un record assoluto, porta con sé, com’è noto, delle ombre, legate principalmente a un’indagine della FIGC per una comunicazione tardiva e a una gestione finanziaria che continua a fare ampio ricorso alle plusvalenze da player trading. La vendita di calciatori come Reijnders e Kalulu, infatti, ha contribuito in maniera significativa a “drogare” i ricavi, rivelando una strategia che, pur garantendo i conti in ordine, si fonda su un mercato incessante.
La leva del player trading e le decisioni necessarie
Proprio sul tema del rapporto con i calciatori e il loro eventuale allontanamento si è espresso Scaroni, il quale, pur riconoscendo che “i tifosi si affezionano ai calciatori come noi”, ha sottolineato come, “in nome del nostro obiettivo”, la società sia pronta a “prendere le decisioni necessarie”. Una dichiarazione che, al di là delle intenzioni dichiarate, delinea una linea gestionale spoglia di sentimentalismi, orientata a considerare il mercato come una leva imprescindibile per mantenere la competitività finanziaria, anche a scapito di quella stabilità emotiva che tanto vale per la tifoseria.
La struttura proprietaria e lo sguardo internazionale
Il presidente ha poi voluto chiarire la natura della proprietà, specificando che RedBird “non è di proprietà di Cardinale”, il quale ne è piuttosto il fondatore e colui che “gestisce il denaro degli investitori e dei fondisti”, rappresentandoli. Questa puntualizzazione, che potrebbe apparire di lana caprina ai più, assume invece un suo peso nel delineare i meccanismi decisionali e le responsabilità ultime. Nel medesimo intervento, Scaroni ha toccato anche il tema della partita Milan-Como da giocare in Australia, un’operazione presentata non come una mera questione di “soldi o guadagni” ma come un tassello di una strategia più ampia, finalizzata a rendere “la Serie A più internazionale”.
Un futuro costruito su bilanci e scelte di mercato
Il quadro che emerge è dunque quello di un club saldamente in attivo, i cui conti – seppur aiutati da cessioni importanti – dimostrano una salute finanziaria robusta, ma la cui rotta futura sembra dipendere in larga misura dalla capacità di generare plusvalenze attraverso un mercato attivo. Le parole del presidente, del resto, non lasciano adito a molti dubbi: l’affetto per i giocatori, per quanto reale, cede il passo alla logica del risultato economico e di squadra, in un equilibrio che richiede scelte spesso sofferte, ma presentate come inevitabili per il perseguimento degli obiettivi di medio e lungo periodo.




