Milan, Scaroni: «Nel 2030 la prima partita nel nuovo stadio»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il presidente del club rossonero, Paolo Scaroni, intervenuto in un’intervista a “Milano Finanza”, ha tratteggiato i prossimi, fondamentali passi per il futuro della società, a cominciare dall’opera più ambiziosa. «Nel 2030 la prima partita nel nuovo stadio», ha dichiarato, confermando una tempistica che i tifosi attendevano da tempo; un’affermazione che, oltre a fissare una data simbolica, delinea un percorso ormai avviato e inarrestabile. Ha poi aggiunto, riguardo alla proprietà, che «Cardinale vuole rimanere proprietario del Milan per molto tempo», una precisazione che mira a consolidare la percezione di un progetto di lungo periodo, lontano da logiche di breve respiro.

Via libera alla vendita dello stadio Giuseppe Meazza

L’iter per la realizzazione del nuovo impianto, un investimento da 1,2 miliardi di euro destinato a portare la Lombardia all’avanguardia a livello internazionale, ha superato uno snodo cruciale. Il Consiglio comunale di Milano, infatti, ha dato il via libera definitivo alla vendita dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti, un’estensione di 281mila metri quadrati, alle due società per un valore complessivo di 197 milioni. Una decisione che, di fatto, sblocca l’intero processo e consegna il destino dell’area alle squadre, le quali hanno ormai piena facoltà di procedere.

La demolizione del Meazza e il nuovo quartiere

Con questo atto, si avvia definitivamente verso la conclusione l’epoca del Meazza, un luogo che ha custodito oltre un secolo di storia non solo sportiva. Dopo aver celebrato il proprio centenario – la prima pietra fu posata nel lontano primo agosto 1925 – lo stadio, le cui luci si spegneranno nel 2031, verrà demolito. Sul quel terreno sorgerà un nuovo quartiere, con un parco, un hotel, uffici e negozi, in una trasformazione urbanistica che cancellerà la struttura attuale per sostituirla con qualcosa di radicalmente diverso.

Il sogno di una nuova era

Scaroni ha voluto, non a caso, ricordare come con Silvio Berlusconi si fosse spesso parlato di un nuovo stadio, un progetto che sarebbe piaciuto all’ex proprietario. Quel sogno, rimasto a lungo nel cassetto, sta dunque per diventare realtà, segnando un passaggio generazionale e infrastrutturale epocale per il club e per la città. La curiosità su come sarà il nuovo San Siro è molta, mentre si chiude un capitolo della memoria collettiva, fatto di canti, trionfi e immagini che resteranno confinate nell’album dei ricordi.

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