Mistero e preoccupazioni: la morte di un ex dipendente Boeing e i problemi di produzione
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Redazione Esteri
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La compagnia aeronautica Boeing continua a fronteggiare problemi di sicurezza. Le autorità statunitensi hanno scoperto numerose irregolarità nel processo di produzione del 737 Max durante le sei settimane di ispezioni seguite all'incidente del volo Alaska Airlines. Secondo le fonti, Boeing non ha superato 33 delle 89 verifiche effettuate.
Il caso si tinge di giallo
La situazione si è ulteriormente complicata con la notizia del suicidio dell'ex dipendente della Boeing, John Barnett. Barnett era noto per aver sollevato preoccupazioni e dubbi riguardo agli standard di produzione dell'azienda.
Un testimone chiave
Barnett ha lavorato come responsabile della qualità di Boeing nello stabilimento di North Charleston, in Carolina del Sud, dal 2010. Qui si costruisce il 787 Dreamliner, un aereo di linea all'avanguardia utilizzato principalmente su rotte a lungo raggio. Nel 2019, Barnett, all'età di 62 anni, aveva dichiarato alla BBC che i lavoratori, sotto pressione, avevano deliberatamente montato parti inferiori agli standard previsti sugli aerei della linea di produzione.
Una morte misteriosa
L'ex dipendente Boeing, John Barnett, che aveva testimoniato sollevando preoccupazioni sugli standard di produzione dell'azienda, è stato trovato morto. L'uomo, 62 anni, è deceduto lo scorso 9 marzo a causa di una "ferita autoinflitta". Secondo quanto riferito dalla BBC, Barnett è stato trovato morto nel parcheggio di un hotel nella Carolina del Sud.
La morte di Barnett aggiunge un elemento di mistero e preoccupazione alla già difficile situazione della Boeing. La compagnia aeronautica dovrà affrontare non solo le sfide tecniche e di sicurezza, ma anche le domande sul benessere e la sicurezza dei suoi dipendenti.




