Don Matteo vince la serata, tra ‘Affari Tuoi’ e ‘La Ruota’ è testa a testa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il verdetto dell’Auditel per la serata di giovedì 5 marzo 2026, un verdetto che arrivato puntuale come sempre nelle prime ore della mattinata successiva, ha sancito una volta di più il predominio della fiction ammiraglia di Raiuno, un predominio che ormai dura da settimane e che non accenna a diminuire la propria presa sul pubblico cosiddetto generalista. Con 3.706.000 telespettatori e uno share del 21,7%, la quindicesima stagione di “Don Matteo” ha letteralmente dominato il prime time, confermando come il personaggio interpretato da Raoul Bova, un erede dell’indimenticato Terence Hill, continui a rappresentare un appuntamento fisso e rassicurante per milioni di italiani. Dall’altra parte della barricata, Mediaset aveva puntato la propria controprogrammazione su un asso nella manica, quel Checco Zalone che con “Quo vado?” aveva fatto incassi record al cinema; il film, proposto da Canale 5, ha raccolto 2.724.000 spettatori, pari a uno share del 16,5%, un risultato certamente dignitoso ma che poco può contro il richiamo della sacra tonaca spoletina.
Scendendo più nel dettaglio della classifica, e analizzando le performance delle altre reti, si scopre un panorama piuttosto variegato e ricco di spunti. Rai 3, ad esempio, conquista il gradino più basso del podio con “Splendida cornice”, il programma di Geppi Cucciari che ha saputo ritagliarsi uno spazio di nicchia ma estremamente fedele: 1.029.000 telespettatori per uno share del 6,3% testimoniano la salute di un format che mescola cultura e leggerezza. Leggermente più staccate, ma pur sempre in una forbice competitiva, troviamo le reti del gruppo La7 e Rete 4, che si giocano il pubblico del talk show e dell’approfondimento politico. “Piazzapulita”, condotto da Corrado Formigli, ha ottenuto 951.000 spettatori con il 6,8% di share, mentre “Dritto e Rovescio” di Paolo Del Debbio, su Retequattro, ha interessato 896.000 persone, raggiungendo un ottimo 6,9% di share.
Il testa a testa dell’access prime time e la tenuta dei contenitori
Se la prima serata ha un vincitore chiaro, è nella fascia dell’access prime time che si consuma la battaglia più appassionante, quella che i direttori di rete osservano con il massimo della tensione. Il duello tra “Affari Tuoi” e “La Ruota della Fortuna” si conferma all’ultimo telespettatore, con un margine così esiguo da rendere il confronto statisticamente quasi un pareggio. Il programma condotto da Stefano De Martino, ormai diventato un caso sociologico prima ancora che televisivo, continua a macinare numeri impressionanti e a tenere incollati allo schermo milioni di italiani, ma l’arrivo di Gerry Scotti sulla concorrente ha riequilibrato le forze, restituendo vitalità a un genere, quello dei giochi a premi, che sembrava aver detto tutto. È un botta e risposta serale che coinvolge il pubblico da casa, il quale si divide tra la suspense dei pacchi e la sorte della ruota, decretando di fatto un equilibrio che giova all’intero sistema televisivo.
Proseguendo con l’analisi dei palinsesti, emerge come Rai 2 abbia optato per una scelta di linea completamente diversa, affidandosi a “Ore 14 Sera” con Milo Infante, un programma che si addentra nei meandri della cronaca e dell’attualità, cercando di ritagliarsi una fetta di pubblico interessata all’approfondimento giornalistico in orario serale. La seconda rete, tradizionalmente votata a un pubblico più giovane e dinamico, sembra voler così coprire uno spazio lasciato scoperto da altri. Su Italia 1, invece, la scelta è caduta sull’azione pura con “Mission: Impossible - Fallout”, il film con Tom Cruise, una proposta che punta a intercettare gli spettatori maschi e gli appassionati del genere, lontani dalle dinamiche più ragionate dei talk o dalla morbidezza della fiction. E poi c’è il Nove, che con “Only Fun - Comico Show” e la conduzione di Belen Rodriguez e de I Pampers, prova a inserirsi nel solco della comicità scanzonata, cercando di strappare qualche sorriso e, di conseguenza, qualche punto di share a un pubblico forse un po’ saturo dell’offerta mainstream.




