Il maltempo sferza il Veneto, disagi in ferrovia e decine di interventi tra Treviso, Venezia e le Prealpi
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Redazione Interno
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L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla regione nel corso della notte e nelle prime ore del mattino ha messo in ginocchio, ancora una volta, la circolazione ferroviaria, con ripercussioni puntuali – ma non per questo meno gravose per i pendolari – su una delle direttrici strategiche del trasporto locale. Dalle 6.30 circa, e dunque nel cuore dell’ora di punta, la linea che collega Venezia a Treviso, proseguendo per Conegliano e diramandosi verso Belluno e Udine, ha subito rallentamenti significativi, imputabili direttamente ai “danni causati dal maltempo” secondo la prima ricostruzione fornita dai gestori dell’infrastruttura. Inizialmente più pesanti, con allungamenti dei tempi di percorrenza tali da congestionare l’intero nodo, le criticità si sono gradualmente ridimensionate fino a rientrare quasi del tutto verso le nove, quando la circolazione ha ritrovato una parvenza di regolarità, sebbene con strascichi sugli orari che hanno segnato l’intera mattinata.
Neve, vento e alberi caduti nelle Prealpi tra Vicenza e Treviso
Se in pianura il maltempo si è tradotto in pioggia intensa e raffiche persistenti, sulle aree montane e pedemontane l’episodio ha assunto i contorni di un vero e proprio colpo di coda invernale. La neve è tornata a imbiancare le Prealpi vicentine a partire dagli ottocento metri, accumulandosi con decisione sui versanti esposti, ma è stato il vento forte a provocare i danni maggiori. Le Piccole Dolomiti sono state letteralmente flagellate: numerosi alberi sono caduti lungo le strade e nei boschi, costringendo alla chiusura temporanea di alcune aree verdi e parchi pubblici nel territorio compreso tra Recoaro Terme e Valli del Pasubio. A Recoaro, nello specifico, il vento ha causato danni puntuali a strutture e arredi urbani, con interventi dei tecnici comunali già in corso dalla prima mattina per mettere in sicurezza le zone più esposte.
L’Ippopotamo del Cesen con la sua cornice bianca, il brusco cambio di clima sulla Marca
Il repentino abbassamento delle temperature, successivo a una giornata di sole e clima quasi primaverile, ha regalato panorami inusuali per questo periodo dell’anno, specialmente per chi si è trovato a transitare lungo la cintura prealpina trevigiana. Il Monte Cesen, con la sua caratteristica sagoma che richiama quella di un ippopotamo, si è risvegliato con una coltre nevosa degna degli inverni più rigidi, un effetto scenico che ha riguardato anche altre cime simbolo come il Visentin e il Grappa. Sulla Marca trevigiana e nel Bellunese il cambiamento è stato netto: in poche ore si è passati dalle temperature miti al gelo, con precipitazioni nevose consistenti dalle zone prealpine in su e pioggia battente in pianura, un quadro meteo decisamente poco incline a evocare la primavera ma che ha restituito, almeno visivamente, un fascino austero ai paesaggi montani.
Settantuno interventi nel Veneziano, raffiche che hanno sospeso il mercato a Chioggia e messo in volo sedie e tavolini a San Marco
A fotografare l’intensità del fenomeno sono i numeri dei vigili del fuoco, che nella sola provincia di Venezia hanno gestito settantuno interventi in poche ore, un dato che supera di gran lunga quello delle altre province venete: venticinque a Rovigo, ventuno a Treviso, diciannove a Verona, sedici a Vicenza, tredici a Padova e dieci a Belluno. Ma il dato più significativo arriva dalla sala operativa di Mestre, dove sono pervenute circa centocinquanta richieste di soccorso, un volume che ha costretto a rinforzare le squadre anche con il personale che stava smontando dal turno di notte, garantendo una copertura operativa protrattasi fino al tardo pomeriggio. Nel centro storico di Venezia, piazza San Marco è stata teatro di scene inconsuete: le raffiche di vento hanno sollevato sedie e tavolini dei locali, trasformando gli arredi in oggetti instabili messi in sicurezza solo con l’intervento tempestivo dei gestori e degli operatori. A Chioggia, invece, la violenza del vento ha imposto la sospensione del mercato settimanale, una decisione presa per motivi di sicurezza dopo che alcune strutture amovibili avevano già mostrato segni di instabilità.




