Generali, l'assemblea conferma il cda uscente: Donnet e Sironi restano al timone
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Redazione Economia
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Con il 68,81% del capitale rappresentato, l’assemblea di Generali si è espressa oggi sul bilancio 2024 e sul rinnovo del consiglio di amministrazione, decretando la vittoria della lista sostenuta da Mediobanca, che ha ottenuto il 52,38% delle preferenze. Un risultato che, seppur atteso, non ha mancato di riservare qualche sorpresa, a partire dal voto di Unicredit in favore della lista concorrente presentata dall’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, ferma al 36,8%.
Il bilancio è stato approvato con l’89,9% dei voti, mentre la riconferma del cda uscente – guidato dall’amministratore delegato Philippe Donnet e dal presidente Andrea Sironi – segna una continuità nella governance della compagnia, che si è imposta nonostante la sfida lanciata da Caltagirone e dal compianto Leonardo Del Vecchio, già sconfitti nel 2022. Dei tredici seggi disponibili, dieci sono andati alla lista di Mediobanca, lasciando agli avversari solo tre posti.
A suscitare maggiore interesse, tuttavia, è stata la scelta di Andrea Orcel, ad di Unicredit, che ha deciso di schierarsi con Caltagirone. Una mossa interpretata da molti non come una semplice strategia di mercato, ma piuttosto come un tentativo di avvicinarsi alle istanze del governo, soprattutto in relazione alle questioni legate al Golden power. Sebbene il suo voto non abbia alterato l’esito dell’assemblea, ha comunque acceso il dibattito sulle dinamiche di potere che influenzano le grandi società quotate.
Assogestioni, da parte sua, ha raccolto un modesto 3,67%, mentre il 7% degli azionisti ha preferito astenersi. Un dato che, seppur marginale, conferma quanto il fronte degli investitori istituzionali resti frammentato.
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