La Juve accontenta Spalletti: ecco di cosa stiamo parlando. E ora non c'è due senza tre...

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo aver blindato Kenan Yildiz, la Juventus ha messo nero su bianco un altro tassello fondamentale per il suo presente e, soprattutto, per il suo futuro. Weston McKennie, il centrocampista statunitense arrivato a Torino nell'agosto del 2020 dallo Schalke 04, ha ufficialmente firmato il prolungamento del contratto che lo legherà al club bianconero fino al 30 giugno del 2030. Una notizia, quella divulgata nella mattinata del 2 marzo 2026, che nell'aria si respirava da diverse settimane ma che ora assume i contorni di una vera e propria dichiarazione d'intenti da parte della società, la quale ha deciso di puntare con decisione su un giocatore capace di attraversere indenne, e anzi con rinnovato vigore, diverse ere tecniche e gestioni dirigenziali. La sua avventura a Torino, infatti, ha conosciuto momenti di grande fiducia alternati a parentesi complicate, come il prestito al Leeds United nella seconda metà della stagione 2022-23, per poi ritornare alla base e riconquistare, con pazienza e prestazioni sul campo, un posto da titolare sotto la gestione di Massimiliano Allegri prima e di Thiago Motta e Igor Tudor poi.

Il prototipo del calciatore moderno secondo il tecnico di Certaldo

Se il rinnovo di McKennie è diventato una priorità, gran parte del merito va ascritto a Luciano Spalletti, il quale, fin dal suo approdo sulla panchina della Juventus, ne ha fatto una pedina assolutamente inamovibile del suo scacchiere tattico. L'attuale commissario tecnico, che ha avuto modo di apprezzare le qualità del giocatore anche nella nazionale maggiore, non ha mai nascosto la sua stima nei confronti del texano, definendolo più volte “il prototipo del calciatore moderno”. Una definizione calzante, se si considera la poliedricità di un atleta che nel corso della sua permanenza in bianconero ha ricoperto con disinvoltura ruoli disparati: da centrocampista centrale a esterno a tutta fascia, da mezz'ala a terzino e persino, nelle ultime uscite, da attaccante aggiunto o falso nueve. Il suo contributo in termini realizzativi, che lo ha visto andare in gol con frequenza in questa stagione, è soltanto l'ultima delle sue qualità messe al servizio della squadra, un aspetto che Spalletti ha più volte sottolineato quando gli è stato chiesto dove vedesse meglio il giocatore. Il feeling tra i due è palpabile, e il club non ha potuto esimersi dal soddisfare le richieste di un allenatore che nell'americano ha trovato un interprete ideale delle proprie idee.

Duecentoventi presenze e un soprannome speciale

Il percorso di McKennie alla Juventus, costellato da alti e bassi, lo ha portato a tagliare traguardi importanti: lo scorso dicembre, nella sfida di Coppa Italia contro l'Udinese, ha superato le duecento presenze in maglia bianconera, un traguardo che nel frattempo è già lievitato a duecentoventi gettoni complessivi, conditi da ventisei reti e altrettanti assist. Numeri che testimoniano la sua crescita esponenziale e la sua capacità di incidere, un aspetto che non era sfuggito neppure a Cristiano Ronaldo durante la loro breve militanza comune. Fu proprio il campione portoghese, infatti, a coniare per lui il simpatico soprannome di “Texan Boy”, un appellativo che ne sottolineava le origini e la grinta. Da allora, McKennie è maturato, diventando uno dei leader dello spogliatoio, un punto di riferimento non solo per i compagni più giovani ma anche per lo staff tecnico. Il rinnovo fino al 2030 rappresenta la ciliegina sulla torta di una carriera italiana che sembrava poter prendere più volte una piega diversa, con cessioni paventate e mai realmente concretizzatesi. E adesso, dopo i prolungamenti di Yildiz e McKennie, c'è chi inizia a scommettere su un possibile tris, con Dusan Vlahovic che potrebbe essere il prossimo a mettere nero su bianco la sua volontà di restare.

Un futuro blindato per il jolly di Spalletti

Con la firma apposta sul nuovo contratto, la Juventus mette dunque una pietra sopra a qualsiasi voce di mercato che voleva McKennie in partenza a parametro zero nella prossima finestra estiva. La dirigenza, guidata dal nuovo corso con Damiano Comolli e Giorgio Chiellini, ha compreso come il centrocampista non sia solo un giocatore utile ma una risorsa imprescindibile per il ciclo che si aprirà con la prossima stagione. La sua duttilità, unita a una condizione atletica sempre eccellente e a una crescita esponenziale nella fase realizzativa, lo rendono un “grimaldello” tattico difficilmente replicabile, capace di adattarsi a qualsiasi modulo e situazione di gioco. Ora, per il giocatore e per il suo allenatore, l'obiettivo è concentrarsi esclusivamente sul campo, sugli impegni di campionato e di coppa, con la consapevolezza che il futuro è stato scritto e che sarà ancora a tinte bianconere.

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