Serie A contro Google, la battaglia legale sulla pirateria online

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Lega Serie A ha recentemente inviato una diffida formale a Google Ireland, accusando il colosso tecnologico di non rispettare gli obblighi di rimozione tempestiva dei contenuti pirata previsti dalla legge 93/23. La Lega lamenta la mancata collaborazione di Google nel deindicizzare oltre 20.000 siti illegali segnalati attraverso il sistema Piracy Shield dell'AGCOM, l'Autorità garante delle comunicazioni. Questa controversia mette in luce la crescente tensione tra il detentore dei diritti sportivi e il celebre motore di ricerca nella lotta alla pirateria online.

Il sistema Piracy Shield, sviluppato dalla Lega Calcio Serie A, è stato progettato per contrastare la diffusione illegale di contenuti come partite in diretta, film e programmi a pagamento su siti non autorizzati. Tuttavia, il meccanismo automatico di oscuramento degli indirizzi IP entro 30 minuti dalla segnalazione ha provocato una serie di danni imprevisti. Tra i 25.000 fqdn (fully qualified domain name) e oltre 7.000 IPv4 disabilitati dalla messa in onda a febbraio 2024, numerosi siti non dovevano finire nel mirino di Piracy Shield.

Un episodio emblematico di questi errori è avvenuto quando DAZN, servizio di streaming sportivo, ha bloccato per errore l'accesso a Google Drive, noto servizio di condivisione file. Il blocco, attivato dalla piattaforma nazionale antipirateria Piracy Shield, ha sollevato critiche e preoccupazioni. L'AGCOM ha ammonito DAZN per l'errore, evidenziando la necessità di maggiore trasparenza e di cercare alternative per evitare danni collaterali.

La commissaria AGCOM Elisa Giomi ha rotto il silenzio con un lungo post su LinkedIn, mettendo in piazza la pesante spaccatura interna all'Autorità. Giomi ha sottolineato l'assenza di trasparenza e la resistenza a cercare soluzioni alternative, gettando ombre inquietanti sulla vicenda.

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