Pirateria online, Italia sotto la media europea
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Redazione Interno
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Un recente studio dell'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha rivelato che i cittadini europei accedono a contenuti illegali online in media dieci volte al mese. Tuttavia, l'Italia si distingue per un numero inferiore di accessi rispetto alla media continentale, con 7,3 visite mensili per utente. Questo dato, sebbene sorprendente, pone il nostro Paese tra quelli con il minor tasso di pirateria online, seguito da Germania (7,7) e Romania (7,9). Al contrario, Lettonia ed Estonia registrano i numeri più alti, con oltre 24 accessi mensili.
L'analisi dell'EUIPO evidenzia che i contenuti più piratati provengono principalmente da IPTV, un fenomeno che ha visto un incremento significativo negli ultimi anni. La pay-tv DAZN, detentrice dei diritti della Serie A, ha deciso di intraprendere azioni legali contro gli utenti che accedono illegalmente ai suoi contenuti. In particolare, DAZN ha annunciato l'intenzione di denunciare gli "abbonati" al pezzotto, un termine che indica coloro che utilizzano servizi di streaming illegali per guardare le partite. Questa mossa, simile a quella già adottata in Inghilterra, potrebbe portare a sanzioni severe per gli utenti scoperti.
La lotta alla pirateria online, dunque, si intensifica, con DAZN che chiede alla Procura i nomi dei singoli soggetti coinvolti. Questa richiesta rappresenta una svolta nella battaglia contro la pirateria degli eventi sportivi, un problema che le pay-tv affrontano da tempo. L'operazione a Catania, ad esempio, ha portato a numerose denunce e sanzioni, dimostrando l'impegno delle autorità nel contrastare questo fenomeno.
Sebbene l'Italia registri un numero inferiore di accessi a contenuti pirata rispetto alla media europea, la questione della pirateria online rimane un tema caldo, con implicazioni legali e socio-economiche significative.




